Il Paese ha bisogno di speranza

L’elezione del nuovo Presidente della Repubblica ha confermato la netta contrapposizione, rottura e inconciliabilità tra due pezzi totalmente diversi del mondo socialista. Da un parte i socialisti felicemente renziani, per indole e per interesse, che hanno reso omaggio al nuovo inquilino del Quirinale. Dall’altra parte, anche noi che, seppur agli inizi, ci siamo prefissi il compito di costruire un polo socialista alternativo e partiticamente strutturato … Continua a leggere Il Paese ha bisogno di speranza

Tanti socialisti sono davanti ad una scelta che alcuni hanno gia’ fatto

Siamo all’alba di un probabile mutamento d’identità per il Partito Socialista Italiano. I socialisti italiani, iscritti e militanti del PSI, sono smarriti e preoccupati. Sono, ormai, divenuti impassibili testimoni di manovre nascoste che consegneranno il partito di Pertini e di Nenni direttamente nelle mani dei democratici di Renzi. In molti dicono e diranno che, con un Partito Democratico nel PSE, un soggetto politico comune è … Continua a leggere Tanti socialisti sono davanti ad una scelta che alcuni hanno gia’ fatto

NON MOLLARE!

Non mollare perchè è necessario ripensare un nuovo modello di sviluppo, alternativo, che rintracci nel benessere dell’essere umano e degli esseri viventi i suoi tratti fondamentali. Quando la struttura economica e sociale basata sulla proprietà privata dei beni di produzione diventa neo-capitalismo, la produzione localistica di beni e consumi si trasforma in produzione di massa con un aumento della concentrazione del potere economico in grandi … Continua a leggere NON MOLLARE!

LE CINQUE COLONNE.

La sinistra italiana va ripensata e ricostruita su cinque colonne programmatiche come base per una sua rinascita nella società. 1. Diritto al lavoro a tempo indeterminato 2. Diritto alla casa 3. Abbattimento della povertà 4. Diritto alla salute 5. Diritto allo studio Partiamo da un ragionamento di sistema. E’ necessario premettere che un’economia nazionale immersa in un meccanismo economico globalizzato, essenzialmente di stampo liberista, rischia, … Continua a leggere LE CINQUE COLONNE.

Sulla territorializzazione della sinistra.

Tre motivazioni e quattro punti programmatici.

La sinistra italiana deve riprendere forma su tre motivazioni principali.

La prima motivazione giace nella necessità di ripensare un nuovo modello di sviluppo, alternativo, che rintracci nel benessere dell’essere umano e degli esseri viventi i suoi tratti fondamentali. Quando la struttura economica e sociale basata sulla proprietà privata dei beni di produzione diventa neo-capitalismo, la produzione localistica di beni e consumi si trasforma in produzione di massa con un aumento della concentrazione del potere economico in grandi società nazionali o multinazionali e con  una espansione continua dei consumi e della massa dei consumatori. Seppur questo enorme incremento delle capacità di produzione, trasporto e smistamento di beni determina l’inizio di processi di omologazione sociali, culturali e comportamentali, intaccando i costumi, le particolarità e le tradizioni, il capitale continua a rigenerare se stesso, incrementandosi, attraverso sempre la fase della produzione. Il neo-capitalismo muore, trasformandosi lentamente in qualcosa di più pericoloso quando, staccandosi dalla fase produttiva, comprende di poter alimentare se stesso a costi quasi azzerati. Il capitalismo diventa, così, un processo in cui il capitale genera se stesso senza fermate intermedie, autoalimentandosi.
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Tra PSI, Primarie e Socialismo.

Più di una volta, nell’ormai lontano passato, scrissi che il Partito Socialista Italiano aveva il compito di diventare epicentro di un percorso di aggregazione di tutte le realtà socialiste presenti nel Paese, e, successivamente, dialogare con tutte quelle forze di sinistra concordi nell’intraprendere un percorso comune verso la costituzione di una sinistra di stampo prettamente socialista. Una sorta di convergenza di tutte le energie socialiste disponibili su idee, idealità e programmi che hanno nella libertà, nell’eguaglianza e nella giustizia sociale le direttrici di una politica virtuosamente socialista. Naturalmente tutto ciò è stato, e rimane, il mio pensiero relativamente alla direzione politica che il PSI avrebbe dovuto intraprendere, e dovrebbe tutt’oggi  intraprendere.

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La Sinistra ed il deserto dei Tartari.

C’era una volta la speranza che ci induceva a pensare che avremmo potuto testimoniare alla nascita di una sinistra rinnovata nello spirito e nelle ambizioni, ed unita nei programmi. Una sinistra che avrebbe valorizzato l’essenza del socialismo, anche esso rinnovato nelle prospettive strategiche, amplificandone i caratteri di democrazia, di solidarietà e di giustizia sociale in una società povera ed impoverita nell’anima. C’era una volta la consapevolezza diffusa che, senza una politica socialista, le società martoriate dalla ferocia del capitale e del potere avrebbero subito deformazioni sociali, culturali e comportamentali con il tempo irreversibili, le quali avrebbero reso ancor più complicato la ripresa di un fronte di lotta autonomo  ed ampio. Con il trascorrere del tempo ci siamo resi conto della vaghezza e della aleatorietà di tali speranze ed in un mondo che navigava, e tuttora naviga, verso i poteri forti e costituiti, senza ostacoli, con continua perseveranza, ci rendiamo conto dello smembramento dell’alternativa socialista e di sinistra.

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Ricominciamo da capo? Messaggio al Gruppo di Volpedo.

120 ANNIVERSARIO FONDAZIONE DEL PARTITO DEI LAVORATORI
GENOVA SALA SIVORI – SABATO 30 GIUGNO 2012

A 120 anni dalla nascita del Partito del Lavoratori italiani, PSI dal 1895, è arrivato il momento di ripensare ad una soggettività socialista, aperta, organizzata e strutturata, che contribuisca al ripensamento della sinistra italiana. Una soggettivita’ socialista che, nel senso piu’ democratico e trasparente, coinvolga tutte quelle forze, quelle soggettivita’ e quei filoni ideali del socialismo italiano interessate a riprendere il ragionamento di uno “stare insieme”, di una lotta comune, con l’obiettivo di creare, anche in Italia, un punto di riferimento per i deboli nelle societa’.

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La risposta socialista. Cause, effetti e proposte “contro la crisi”.

CONTRIBUTO PER L’INCONTRO di LUNEDI’ 13 ALLA SEZIONE SOCIALISTA A ROMA IN VIA APPIA NUOVA 361.

PRIMA PARTE – CAUSE

La causa primaria delle crisi della finanza e delle economie reali è la distorta evoluzione della struttura del sistema monetario.

La struttura del sistema monetario è un insieme di regole ed atteggiamenti in divenire, chiare al suo interno, la cui evoluzione ed espansione nel tempo ha inglobato un numero maggiore di Paesi e, quindi, di popoli causando la traslazione di modelli sociale e culturali verso forme più egoistiche ed oligarchiche.

Il modo aggressivo in cui tale struttura opera è sistemico, culturalmente assimilato, globalmente accettato e perseguito.

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Nella speranza di un riscatto umano, politico e sociale.

Nella storia dell’umanità si ricorderà come l’uomo, oggi, stia perdendo la sua lunga lotta per la libertà. Si specificherà come alcuni uomini siano riusciti a guidare l’evoluzione del capitalismo verso forme esasperate ed esasperanti di finanza schiavizzante. Si specificherà come questi uomini siano riusciti a coercizzare  l’animo e la mente di centinaia di milioni di altri uomini imponendo loro una pacifica e consenziente schiavitù di … Continua a leggere Nella speranza di un riscatto umano, politico e sociale.

Documento politico-programmatico di un Partito Socialista Italiano.

Un personale contributo in vista dell’Assemblea del PSI di Fiuggi del 2,3 e 4 Dicembre 2011.

INTRODUZIONE – A SINISTRA

In Italia, ed in Europa, un nuovo modello politico a sinistra e di sinistra è possibile. Una sinistra aperta, inclusiva, democratica, plurale, meritocratica, paritaria ed accogliente di tutte quelle idee, idealità e programmi che sorgano nel nome della libertà, dell’eguaglianza e della giustizia sociale. Una sinistra che sia azionista, ecologista, democratica, laica, liberale, libertaria e socialista. Una sinistra radicalmente riformista. Una sinistra che sappia valorizzare e perseguire con saggezza un ancoraggio forte con i cittadini, con le comunità, con la società intera nei suoi mille rivoli. Una sinistra che sappia ricercare costantemente un rapporto privilegiato con la base, e dalla base, comprendere i problemi ed i bisogni reali della società.

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Chi ha realmente bisogno del quantitative easing?

Preambolo italiano

Ai primi del mese di Agosto il tasso di interesse dei titoli di stato italiani a dieci anni era più del 6%. Poco più alto vi era quello spagnolo. Con l’intervento della BCE i tassi, oltre alla pressione finanziaria sui mercati, si sono abbassati. Visto, però, l’alto rapporto debito/PIL pari al 120% e visto una crescita stantia (si stima sia intorno all’1% nel 2011), la pressione così come i tassi di interesse sul debito potrebbero iniziare a risalire. Il livello critico sembrerebbe essere il 7% oltre il quale l’Italia potrebbe rimanere fuori dai mercati obbligazionari e, di conseguenza, sarebbe impossibilitata a richiedere prestiti.

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