Appello alla Sinistra.

OLTRE IL PRODOTTO INTERNO LORDO (P.I.L.) COME INDICATORE DI BENESSERE

Il mondo è radicalmente cambiato, dal dopoguerra ad oggi, nei suoi processi economici e sociali, e la crescita economica, oggi, non è più necessariamente sinonimo di benessere collettivo. Questo poteva essere plausibile in un mondo in cui i processi economici erano ancora ancorati a logiche nazionali, le prassi commerciali si stavano internazionalizzando ma erano ancora fuori da logiche sovrannazionali e globalizzanti, le politiche nazionali erano decisive dello sviluppo delle società e la crescita economica coincideva con il sogno occidentale di una sempre crescente disponibilità di beni e servizi. Il mondo post-bellico andava ricostruendo il proprio tessuto produttivo, propedeutico ad un costante aumento della domanda interna e ad una maggiore disponibilità di beni e servizi, la quale coincideva con un maggior benessere collettivo. In quel mondo in forte fase espansiva, aveva un senso riporre la misurazione del nostro benessere in termini quantitativi. Il P.I.L sembrava lo strumento più adatto per misurarsi. Oggi non è più così.

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Una lotta socialista: basta con il P.I.L. – utilizziamo il Q.U.A.R.S.

La qualità della vita come indicatore economico.

La società moderna è assillata dal fare prodotto. E’, in altre parole, focalizzata sulla fase terminale di un processo produttivo e, spesso, si dimentica delle fasi intermedie e di come, quindi, si arriva alla produzione della ricchezza.

Una società così strutturata è una società triste e smarrita che venderà sempre la ricchezza acquisita come un miglioramento della qualità della vita. Ovviamente, non è così.

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