Sulla territorializzazione della sinistra.

Tre motivazioni e quattro punti programmatici.

La sinistra italiana deve riprendere forma su tre motivazioni principali.

La prima motivazione giace nella necessità di ripensare un nuovo modello di sviluppo, alternativo, che rintracci nel benessere dell’essere umano e degli esseri viventi i suoi tratti fondamentali. Quando la struttura economica e sociale basata sulla proprietà privata dei beni di produzione diventa neo-capitalismo, la produzione localistica di beni e consumi si trasforma in produzione di massa con un aumento della concentrazione del potere economico in grandi società nazionali o multinazionali e con  una espansione continua dei consumi e della massa dei consumatori. Seppur questo enorme incremento delle capacità di produzione, trasporto e smistamento di beni determina l’inizio di processi di omologazione sociali, culturali e comportamentali, intaccando i costumi, le particolarità e le tradizioni, il capitale continua a rigenerare se stesso, incrementandosi, attraverso sempre la fase della produzione. Il neo-capitalismo muore, trasformandosi lentamente in qualcosa di più pericoloso quando, staccandosi dalla fase produttiva, comprende di poter alimentare se stesso a costi quasi azzerati. Il capitalismo diventa, così, un processo in cui il capitale genera se stesso senza fermate intermedie, autoalimentandosi.
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L’acciaio non vale la vita. Salviamo Taranto dall’ILVA!

ILVA – TARANTO: COMUNICATO STAMPA DELLA LEGA DEI SOCIALISTI

L’Ilva di Taranto è una delle maggiori fonti di diossina del continente. Il 92% delle emissioni di diossina italiane vengono respirate dai tarantini. Inoltre, Taranto e’ tra le zone con la maggior incidenza di tumori del Sud Italia e la percentuale di tumori ai polmoni supera di molto la media nazionale. I dati dell’Ines (Inventario nazionale emissioni e sorgenti), infatti, testimoniano come la città pugliese sia la più inquinata d’Italia e una delle peggiori a livello europeo.

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Pensieri sul ripensamento del rapporto tra lavoro e qualita’ della vita

Quando si discute dello sviluppo di un Paese si discute esclusivamente del suo sviluppo economico, non culturale, sociale, ambientale. E questo e’, di certo, un limite. Lo sviluppo complessivo di un Paese si riduce miseramente a cartina di tornasole della sua sola crescita economica come se questo fosse sufficiente ad innalzare gli standard di vita della popolazione e ad aumentare il benessere e la qualita’ della vita del cittadino. E’ necessario ma di certo non sufficiente. Sono un po di anni che ormai sappiamo questa verita’.

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La città di Taranto tra inquinamento e tumori

Morire di tumore in una citta’ come Taranto ormai e’ normale, tristemente normale. Una citta’ che prima degli anni 60, gli anni del boom economico, gli anni dell’ Italsider, aveva quartieri stupendamente verdi, puliti, vivi. Ormai sono in pochi a ricordare la bellissima via Orsini che da via Napoli porta alla piu moderna superstrada o via Galeso che costeggia il Mar Piccolo e che lambisce l’omonimo fiume, una volta meta desiderata da tutti i tarantini.

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