Sulla ‘questione socialista’.

APPUNTI AL DOCUMENTO POLITICO APPROVATO DALLA SEGRETERIA NAZIONALE DEL PSI – 17/05/2012.

Sono socialista e, in un mondo che sta radicalmente cambiando, non posso non notare come il Partito in cui milito sia affetto da una timidezza dalle elettoralistiche fattezze.

Per carità, dal documento politico uscito giovedì non tutto è da disapprovare. Il cambio di linea del Partito era nell’aria dopo le amministrative. Con la disintegrazione del Terzo Polo a trazione casiniana e la probabile convergenza di pezzi importanti di Centro nel centrodestra, era parso subito evidente il naufragio della linea politica del PSI, la quale mirava ad assumere una posizione “cuscinetto” tra il PD e l’UDC. Amministrative concluse, assorbito lo shock post elettorale, giustamente si è cambiato posizione politica e, per chi come me ricerca una via a sinistra, questo cambio è stato senza dubbio benefico. Ma non ancora sufficiente. Ci sarà da lavorare.
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Tesi politiche della Lega dei Socialisti.

Documento del Direttivo nazionale del 21/4/2012. 1-Crisi di sistema e crisi delle società occidentali La crisi di sistema del modello economico neo-liberista, iniziata ad esplodere a partire dal 2007, è ormai giunta, a causa dell’evolversi a catena dei cortocircuiti dei processi di finanziarizzazione e terziarizzazione delle economie avanzate, ad un punto di maturazione tale da compromettere la stessa tenuta, nel medio periodo, dei tessuti produttivi … Continua a leggere Tesi politiche della Lega dei Socialisti.

Appello alla Sinistra.

OLTRE IL PRODOTTO INTERNO LORDO (P.I.L.) COME INDICATORE DI BENESSERE

Il mondo è radicalmente cambiato, dal dopoguerra ad oggi, nei suoi processi economici e sociali, e la crescita economica, oggi, non è più necessariamente sinonimo di benessere collettivo. Questo poteva essere plausibile in un mondo in cui i processi economici erano ancora ancorati a logiche nazionali, le prassi commerciali si stavano internazionalizzando ma erano ancora fuori da logiche sovrannazionali e globalizzanti, le politiche nazionali erano decisive dello sviluppo delle società e la crescita economica coincideva con il sogno occidentale di una sempre crescente disponibilità di beni e servizi. Il mondo post-bellico andava ricostruendo il proprio tessuto produttivo, propedeutico ad un costante aumento della domanda interna e ad una maggiore disponibilità di beni e servizi, la quale coincideva con un maggior benessere collettivo. In quel mondo in forte fase espansiva, aveva un senso riporre la misurazione del nostro benessere in termini quantitativi. Il P.I.L sembrava lo strumento più adatto per misurarsi. Oggi non è più così.

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Hollande vince con la destra in agguato.

Hollande vince! Ma non dimenticherei i risultati di coloro che in molti definiscono “estremisti” oppure “anti-sistema”. Le percentuali prese dalle estreme sono pari quasi al 30% dei voti, 11% per Melenchon e 18% per Le Pen. Entrambi incarnano, ovviamente in modi profondamente diversi, il profondo senso di ribellione e di rivolta che da troppo tempo si annida nell’animo dei meno fortunati, in Francia. Ma nel … Continua a leggere Hollande vince con la destra in agguato.

Mozione Santoro-Pascale.

DOCUMENTO POLITICO PER L’ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA LEGA DEI SOCIALISTI del 21.04.2012. MOZIONE DI MANUEL SANTORO E MARIO MICHELE PASCALE.

Le crisi di sistema susseguitesi nei decenni a causa dell’evolversi di incontrollati cortocircuiti dei processi finanziari hanno prodotto un indebolimento globale delle società occidentali, dei loro modelli di sviluppo e di welfare, compromettendo le prospettive di lungo periodo dei tessuti produttivi.

I modelli dominanti di organizzazione economica, politica e sociale hanno percorso e percorrono le direttrici della disuguaglianza sociale nei popoli e tra i popoli, creando e successivamente difendendo a livello politico ed ideologico una disparità amorfa e sistemica figlia di una studiata filosofia hyper-monetaristica, costruendo intorno ad essa un consenso finalizzato alla salvaguardia e continuità dei poteri finanziari.

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All’interno del PSI una partita da giocare.

A Sinistra, non sono tantissimi coloro che seriamente si pongono il problema delle modifiche strutturali in atto nel nostro Paese, in Europa, nel mondo. Regna una superficialita’ tutta politica, avvolte voluta (o per interessi, o per pigrizia, oppure per pura incapacita’), nell’analisi delle vere motivazioni dietro le storture macroeconomiche i cui effetti si ripercorrono inesorabilmente sui comportamenti umani attraverso una ristrutturazione dell’organizzazione socio-politica, degli strati … Continua a leggere All’interno del PSI una partita da giocare.

La risposta socialista. Cause, effetti e proposte “contro la crisi”.

CONTRIBUTO PER L’INCONTRO di LUNEDI’ 13 ALLA SEZIONE SOCIALISTA A ROMA IN VIA APPIA NUOVA 361.

PRIMA PARTE – CAUSE

La causa primaria delle crisi della finanza e delle economie reali è la distorta evoluzione della struttura del sistema monetario.

La struttura del sistema monetario è un insieme di regole ed atteggiamenti in divenire, chiare al suo interno, la cui evoluzione ed espansione nel tempo ha inglobato un numero maggiore di Paesi e, quindi, di popoli causando la traslazione di modelli sociale e culturali verso forme più egoistiche ed oligarchiche.

Il modo aggressivo in cui tale struttura opera è sistemico, culturalmente assimilato, globalmente accettato e perseguito.

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E’ tempo che il Partito Socialista Italiano chiarisca la sua vocazione politica.

E’ tempo che il Partito Socialista Italiano scelga, senza più tentennamenti, cosa vuole fare da grande.

Dopo le dimissioni di Berlusconi e l’incarico a Monti di formare un nuovo Governo, si era capito come l’accordo di Vasto, ed il suo allargamento al PSI come quarta gamba, fosse da ritenersi una esperienza chiusa, essendo svanite le elezioni anticipate. Totalmente da dimenticare, fortunatamente, il tentativo susseguente del Partito di avviarsi verso una alleanza di stampo centrista inserendosi tra il PD di Bersani e l’UDC di Casini. Tentativo, questo, miseramente fallito all’Assemblea nazionale di Fiuggi per la mancanza dei due leader alla chermesse. Il dopo Fiuggi è stato solo un walzer di dichiarazioni confuse corollate dalla inattesa fiducia al Governo Monti.

Ed arriviamo, oggi, a testimoniare una realtà sconfortante in cui il PSI cade nell’incertezza della propria missione e della propria collocazione politica.

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Il Governo Monti ed il problema lavoro.

Il Governo Monti dovrebbe indire un nuovo tavolo di concertazione con tutte le parti sociali ed ascoltare i partiti della sua maggioranza, cioè la politica. CGIL, CISL, UIL, UGL e Confindustria dovrebbero essere invitati dal Governo immediatamente per arrivare ad una soluzione dei temi del lavoro che sia ampiamente condivisa, prima di parlare di fantomatiche fasi-2 e di riforme del mercato del lavoro. E’ inaccettabile … Continua a leggere Il Governo Monti ed il problema lavoro.

Saluto alle compagne ed ai compagni per i Quarto Incontro Nazionale di Volpedo

E’ con sincera convinzione che reputo il Quarto Incontro Nazionale di Volpedo come importante e necessario affinché si continui insieme nel cammino di una convergenza politica tra le varie forze socialiste, laiche e libertarie presenti nel Paese, e si affronti, con sempre maggiore coraggio e passione, il ripensamento dell’organizzazione sociale dell’esistenza nostra.

In Italia ed in Europa, un nuovo modello economico-politico è possibile.

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Chi ha realmente bisogno del quantitative easing?

Preambolo italiano

Ai primi del mese di Agosto il tasso di interesse dei titoli di stato italiani a dieci anni era più del 6%. Poco più alto vi era quello spagnolo. Con l’intervento della BCE i tassi, oltre alla pressione finanziaria sui mercati, si sono abbassati. Visto, però, l’alto rapporto debito/PIL pari al 120% e visto una crescita stantia (si stima sia intorno all’1% nel 2011), la pressione così come i tassi di interesse sul debito potrebbero iniziare a risalire. Il livello critico sembrerebbe essere il 7% oltre il quale l’Italia potrebbe rimanere fuori dai mercati obbligazionari e, di conseguenza, sarebbe impossibilitata a richiedere prestiti.

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Pensieri sul ripensamento del rapporto tra lavoro e qualita’ della vita

Quando si discute dello sviluppo di un Paese si discute esclusivamente del suo sviluppo economico, non culturale, sociale, ambientale. E questo e’, di certo, un limite. Lo sviluppo complessivo di un Paese si riduce miseramente a cartina di tornasole della sua sola crescita economica come se questo fosse sufficiente ad innalzare gli standard di vita della popolazione e ad aumentare il benessere e la qualita’ della vita del cittadino. E’ necessario ma di certo non sufficiente. Sono un po di anni che ormai sappiamo questa verita’.

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