Sulla territorializzazione della sinistra.

Tre motivazioni e quattro punti programmatici.

La sinistra italiana deve riprendere forma su tre motivazioni principali.

La prima motivazione giace nella necessità di ripensare un nuovo modello di sviluppo, alternativo, che rintracci nel benessere dell’essere umano e degli esseri viventi i suoi tratti fondamentali. Quando la struttura economica e sociale basata sulla proprietà privata dei beni di produzione diventa neo-capitalismo, la produzione localistica di beni e consumi si trasforma in produzione di massa con un aumento della concentrazione del potere economico in grandi società nazionali o multinazionali e con  una espansione continua dei consumi e della massa dei consumatori. Seppur questo enorme incremento delle capacità di produzione, trasporto e smistamento di beni determina l’inizio di processi di omologazione sociali, culturali e comportamentali, intaccando i costumi, le particolarità e le tradizioni, il capitale continua a rigenerare se stesso, incrementandosi, attraverso sempre la fase della produzione. Il neo-capitalismo muore, trasformandosi lentamente in qualcosa di più pericoloso quando, staccandosi dalla fase produttiva, comprende di poter alimentare se stesso a costi quasi azzerati. Il capitalismo diventa, così, un processo in cui il capitale genera se stesso senza fermate intermedie, autoalimentandosi.
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Documento politico-programmatico di un Partito Socialista Italiano.

Un personale contributo in vista dell’Assemblea del PSI di Fiuggi del 2,3 e 4 Dicembre 2011.

INTRODUZIONE – A SINISTRA

In Italia, ed in Europa, un nuovo modello politico a sinistra e di sinistra è possibile. Una sinistra aperta, inclusiva, democratica, plurale, meritocratica, paritaria ed accogliente di tutte quelle idee, idealità e programmi che sorgano nel nome della libertà, dell’eguaglianza e della giustizia sociale. Una sinistra che sia azionista, ecologista, democratica, laica, liberale, libertaria e socialista. Una sinistra radicalmente riformista. Una sinistra che sappia valorizzare e perseguire con saggezza un ancoraggio forte con i cittadini, con le comunità, con la società intera nei suoi mille rivoli. Una sinistra che sappia ricercare costantemente un rapporto privilegiato con la base, e dalla base, comprendere i problemi ed i bisogni reali della società.

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Contro la povertà. Una lotta da vincere.

Il 25 Luglio 2011 si terrà a Roma l’ennesimo vertice FAO il quale dovrebbe porre grande attenzione al sostegno dei 12 milioni di esseri umani colpiti da siccità nel Corno d’Africa con conseguente richiesta di 120 milioni di dollari per una assistenza agricola d’emergenza.  

Parallelamente, l’agenzia dei rifugiati dell’ONU (Unhcr) ci pone davanti alla drammatica situazione somala la quale, dopo diciannove anni, torna ostaggio della carestia con 3,7 milioni di esseri umani colpiti. Servirebbero 1,6 miliardi di dollari per “salvare” la Somalia.

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La fame nel mondo e la miopia della politica.

Questo articolo è stato scritto dal sottoscritto nel giugno 2009. Lo ripropongo oggi in quanto del tutto attuale. E’ doveroso ricordare ed agire.

L’ultimo rapporto FAO sulla malnutrizione e sulla mortalità nel mondo pone, soprattutto ai Paesi più industrializzati, un problema politico serio che sino ad oggi non si è voluto affrontare in modo degno. E’ non parliamo dell’Italia che ha tagliato drasticamente le risorse destinate alla cooperazione. Il rapporto FAO ci pone davanti ad un problema globale e tremendamente serio la cui soluzione è del tutto politica.

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