Stiamo lavorando bene

In queste ultime due settimane di lavoro siamo riusciti a puntellare la presenza di Convergenza Socialista in alcuni comuni italiani, informandone la stampa, gli addetti ai lavori e, per quanto possibile, la cittadinanza, e possiamo dire di essere operativi in quei territori. Dopotutto il cammino è lungo ed il gruppo è nato da poche settimane. L’importante è essere costanti nel perseguimento del radicamento territoriale e … Continua a leggere Stiamo lavorando bene

Il primo passo verso l’Unione Bancaria Europea non e’ sufficiente

Pubblicato sul quotidiano socialista Avanti! online. Un nuovo passo nella direzione di un’Unione Europea più completa è stato compiuto con l’accordo raggiunto all’Ecofin sull’unione bancaria. Accordo che dovrà passare al vaglio del Parlamento europeo, prima, e dell’Ecofin, dopo. Il passaggio di poche ore fa, per quanto significativo, non risolve, però, i problemi strutturali del sistema bancario europeo, prevedendo l’accordo per lo più una condivisione finanziaria delle … Continua a leggere Il primo passo verso l’Unione Bancaria Europea non e’ sufficiente

Il ruolo delle banche centrali e lo shadow banking

Pubblicato sul quotidiano socialista Avanti! online. Dall’ultima crisi finanziaria abbiamo imparato che il sistema bancario ha bisogno di un forte cambiamento strutturale. Questo è necessario per stabilizzare le economie reali ed evitare che crisi nate da una corsa sfrenata al profitto franino sulle cittadinanze. Le banche centrali dovrebbero intervenire per il salvataggio di banche illiquide, migliorando solamente i problemi temporanei per banche senza liquidità sufficiente, … Continua a leggere Il ruolo delle banche centrali e lo shadow banking

Lady Merkel: sulla Grecia dichiarazioni infantili.

L’ultima dichiarazione della Merkel sulla Grecia è sicuramente infantile. “La Grecia non doveva essere ammessa nell’Eurozona”, rafforzato da “decisone fondamentalmente sbagliata”. Naturalmente, Lady Merkel è in piena campagna elettorale ma, comunque sia, queste dichiarazioni non le fanno onore. E’ senza dubbio vero che la Grecia ha vissuto per tanti anni al di sopra delle proprie possibilità, con un aumento degli stipendi nel settore pubblico del … Continua a leggere Lady Merkel: sulla Grecia dichiarazioni infantili.

OPEC tra Euro e Dollaro.

Il probabile attacco alla Siria sta avendo un effetto prevedibile. Il prezzo del greggio (Brent crude oil) è in aumento. Il prezzo al barile potrebbe raggiungere i 150 dollari soprattutto se l’azione militare contro la Siria coinvolgerà regioni vicine e se ci saranno problemi con la distribuzione da produttori come l’Iraq. Si potrebbe anche arrivare ad una diminuzione di offerta del greggio di due milioni … Continua a leggere OPEC tra Euro e Dollaro.

Appello alla Sinistra.

OLTRE IL PRODOTTO INTERNO LORDO (P.I.L.) COME INDICATORE DI BENESSERE

Il mondo è radicalmente cambiato, dal dopoguerra ad oggi, nei suoi processi economici e sociali, e la crescita economica, oggi, non è più necessariamente sinonimo di benessere collettivo. Questo poteva essere plausibile in un mondo in cui i processi economici erano ancora ancorati a logiche nazionali, le prassi commerciali si stavano internazionalizzando ma erano ancora fuori da logiche sovrannazionali e globalizzanti, le politiche nazionali erano decisive dello sviluppo delle società e la crescita economica coincideva con il sogno occidentale di una sempre crescente disponibilità di beni e servizi. Il mondo post-bellico andava ricostruendo il proprio tessuto produttivo, propedeutico ad un costante aumento della domanda interna e ad una maggiore disponibilità di beni e servizi, la quale coincideva con un maggior benessere collettivo. In quel mondo in forte fase espansiva, aveva un senso riporre la misurazione del nostro benessere in termini quantitativi. Il P.I.L sembrava lo strumento più adatto per misurarsi. Oggi non è più così.

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Mozione Santoro-Pascale.

DOCUMENTO POLITICO PER L’ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA LEGA DEI SOCIALISTI del 21.04.2012. MOZIONE DI MANUEL SANTORO E MARIO MICHELE PASCALE.

Le crisi di sistema susseguitesi nei decenni a causa dell’evolversi di incontrollati cortocircuiti dei processi finanziari hanno prodotto un indebolimento globale delle società occidentali, dei loro modelli di sviluppo e di welfare, compromettendo le prospettive di lungo periodo dei tessuti produttivi.

I modelli dominanti di organizzazione economica, politica e sociale hanno percorso e percorrono le direttrici della disuguaglianza sociale nei popoli e tra i popoli, creando e successivamente difendendo a livello politico ed ideologico una disparità amorfa e sistemica figlia di una studiata filosofia hyper-monetaristica, costruendo intorno ad essa un consenso finalizzato alla salvaguardia e continuità dei poteri finanziari.

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Sulla interconnettività dei debiti sovrani europei e sulla loro semplificazione.

Il problema del debito sovrano all’interno dell’Euro zona è certamente sistemico. Per quanto necessario possa essere ripagare gran parte del debito pubblico, affinché esso porti ad un abbassamento dei tassi di interessi sul capitale, è fondamentale capirne la struttura e le varie ramificazioni internazionali.
Il primo passo consiste nel chiarire l’ammontare di debito interconnesso tra Paesi. Iniziamo a verificare la situazione tra Paesi quali Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna, Gran Bretagna, Francia e Germania. Il grafico 1 (Datas from BIS Locational banking Statistics & IMF World Economic Outlook Database, October 2010 – ESCP Europe Business School) fotografa la situazione, in miliardi di Euro:

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L’esilio della responsabilità politica.

Ripensare l’organizzazione economica, politica e sociale di un popolo, di più popoli o dell’intera umanità richiede la conoscenza approfondita dell’organizzazione economica, politica e sociale attuale. Consapevole del fatto che la struttura economica vigente, per quanto complessa e indeterministica, guida gli aspetti fondanti della vita politica, sociale ed umana di un Paese, e convinto come sono del fatto che la politica monetaria sia ilfattore principale (vedi … Continua a leggere L’esilio della responsabilità politica.

I due blocchi d’Europa in un conflitto pericolosamente lungo.

E’ paradossale come, dopo 13 anni dall’entrata dell’euro nelle nostre vite, i 10 Paesi che hanno mantenuto la moneta nazionale abbiano mostrato, negli anni, dati economici positivi rispetto ai 17 aderenti alla moneta europea. E’ altresì paradossale come l’introduzione dell’euro sia avvenuta tra Paesi tendenzialmente egoistici delle proprie priorità nazionali senza, quindi, un reale processo di sintesi dei processi economici e finanziari verso forme più europeizzanti e solidali di cooperazione sociale.

L’Europa, oggi, è divisa in due blocchi: i “pro-stabilità dei prezzi” (i forti) ed i “pro-crescita” (i deboli). Divisione, questa, prodotta essenzialmente dagli effetti destabilizzanti sulla moneta unica che il modello neo-mercantilista di crescita della Germania produce a livello economico e sociale.

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