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L’Europa dei pochi. Economia e finanza, poi la politica

14.10.2015 – https://convergenzasocialista.com Lasciate nel cassetto le vostre speranze sugli Stati Uniti d’Europa, sulla tanto sognata Unione politica europea. Basta leggere le 26 paginette del “Rapporto dei 5 presidenti”, relazione di Jean-Claude Juncker (presidente della Commissione europea), elaborata in stretta collaborazione con Donald Tusk (presidente del Consiglio europeo), Jeroen Dijsselbloem (presidente dell’Eurogruppo), Mario Draghi (presidente della Banca Centrale) e Martin Schulz (presidente del Parlamento europeo). … Continua a leggere L’Europa dei pochi. Economia e finanza, poi la politica

Un Governo di incompetenti

Il Governo italiano chiede aiuto alla BCE. Avendo sovrastimato il PIL di diverse spanne, Renzi e Padoan chiedono conforto a Draghi il quale avrebbe il “compito” di evitare, al peggio, un avvitamento al ribasso dell’inflazione cementificando quello stato di fatto che chiamasi deflazione. Ma la BCE non è la Federal Reserve ed i miracoli difficilmente avvengono, soprattutto se l’unico mezzo per evitare effetti deflazionistici è … Continua a leggere Un Governo di incompetenti

Una rinnovata politica industriale fondamentale per lavoro e crescita

Pubblicato sul quotidiano socialista Avanti! online. Ridefinire le direttrici di una politica industriale, ecologicamente compatibile, nel nostro Paese è a dir poco necessario se si vuole affrontare con coraggio e senza illusioni il problema del lavoro e della crescita economica. Oggi l’Italia sembra arenata, senza un minimo di pianificazione per il futuro. Una mancanza che ci pone in ritardo rispetto ad alcuni dei più importanti … Continua a leggere Una rinnovata politica industriale fondamentale per lavoro e crescita

“CONVERGENZA SOCIALISTA”. Piattaforma politica per il Congresso 2013 del P.S.I.

Siamo qui per far ripartire un partito storico della sinistra italiana politicamente del tutto inesistente nella nostra società. Vorrei, quindi, porre alcune domande e che siano i fari di questo mio contributo. Primo, quali sono le motivazioni politiche per l’esistenza di un partito socialista, oggi, in Italia? In altre parole, un partito socialista è realmente necessario? Se si, per fare cosa? Al giorno d’oggi, noi … Continua a leggere “CONVERGENZA SOCIALISTA”. Piattaforma politica per il Congresso 2013 del P.S.I.

Europa, sedotta e abbandonata.

Oggi sentivo di sfuggita alla radio, durante una rassegna stampa, che la Germania, leader economico e politico indiscusso dell’eurozona, ha probabilmente il timore di diventare leader a causa del proprio passato non ancora abbastanza lontano. Timore o no, la Germania sembra si appresti a lasciare il resto dei Paesi europei al palo dopo aver osservato lo sfaldamento manifatturiero di Paesi importanti quali l’Italia. Nel 2010 … Continua a leggere Europa, sedotta e abbandonata.

All’interno del PSI una partita da giocare.

A Sinistra, non sono tantissimi coloro che seriamente si pongono il problema delle modifiche strutturali in atto nel nostro Paese, in Europa, nel mondo. Regna una superficialita’ tutta politica, avvolte voluta (o per interessi, o per pigrizia, oppure per pura incapacita’), nell’analisi delle vere motivazioni dietro le storture macroeconomiche i cui effetti si ripercorrono inesorabilmente sui comportamenti umani attraverso una ristrutturazione dell’organizzazione socio-politica, degli strati … Continua a leggere All’interno del PSI una partita da giocare.

I due blocchi d’Europa in un conflitto pericolosamente lungo.

E’ paradossale come, dopo 13 anni dall’entrata dell’euro nelle nostre vite, i 10 Paesi che hanno mantenuto la moneta nazionale abbiano mostrato, negli anni, dati economici positivi rispetto ai 17 aderenti alla moneta europea. E’ altresì paradossale come l’introduzione dell’euro sia avvenuta tra Paesi tendenzialmente egoistici delle proprie priorità nazionali senza, quindi, un reale processo di sintesi dei processi economici e finanziari verso forme più europeizzanti e solidali di cooperazione sociale.

L’Europa, oggi, è divisa in due blocchi: i “pro-stabilità dei prezzi” (i forti) ed i “pro-crescita” (i deboli). Divisione, questa, prodotta essenzialmente dagli effetti destabilizzanti sulla moneta unica che il modello neo-mercantilista di crescita della Germania produce a livello economico e sociale.

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