I due blocchi d’Europa in un conflitto pericolosamente lungo.

E’ paradossale come, dopo 13 anni dall’entrata dell’euro nelle nostre vite, i 10 Paesi che hanno mantenuto la moneta nazionale abbiano mostrato, negli anni, dati economici positivi rispetto ai 17 aderenti alla moneta europea. E’ altresì paradossale come l’introduzione dell’euro sia avvenuta tra Paesi tendenzialmente egoistici delle proprie priorità nazionali senza, quindi, un reale processo di sintesi dei processi economici e finanziari verso forme più europeizzanti e solidali di cooperazione sociale.

L’Europa, oggi, è divisa in due blocchi: i “pro-stabilità dei prezzi” (i forti) ed i “pro-crescita” (i deboli). Divisione, questa, prodotta essenzialmente dagli effetti destabilizzanti sulla moneta unica che il modello neo-mercantilista di crescita della Germania produce a livello economico e sociale.

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