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Sistema bancario italiano. In Europa siamo alla resa dei conti

“La eccezionale gravità della recessione ha inciso significativamente sulla qualità degli attivi delle banche italiane, divenuta il principale fattore di vulnerabilità del sistema. A fine giugno i prestiti deteriorati ammontavano a 360 miliardi di euro, pari al 18 per cento del totale.” “Indagine conoscitiva sul sistema bancario italiano. Audizione di Carmelo Barbagallo. Roma, 9 Dicembre 2015” Il 18% dei prestiti bancari in Italia sono, quindi, … Continua a leggere Sistema bancario italiano. In Europa siamo alla resa dei conti

Il primo passo verso l’Unione Bancaria Europea non e’ sufficiente

Pubblicato sul quotidiano socialista Avanti! online. Un nuovo passo nella direzione di un’Unione Europea più completa è stato compiuto con l’accordo raggiunto all’Ecofin sull’unione bancaria. Accordo che dovrà passare al vaglio del Parlamento europeo, prima, e dell’Ecofin, dopo. Il passaggio di poche ore fa, per quanto significativo, non risolve, però, i problemi strutturali del sistema bancario europeo, prevedendo l’accordo per lo più una condivisione finanziaria delle … Continua a leggere Il primo passo verso l’Unione Bancaria Europea non e’ sufficiente

Punti di programma per l’Unione Bancaria Europea

Pubblicato sul quotidiano socialista Avanti! online. Il Consiglio europeo è chiamato a riunirsi il 19 dicembre 2013 avendo all’ordine del giorno il tema spinoso dell’unione bancaria europea. Lo stesso Presidente Van Rompuy ha definito, in una sua lettera ai membri del Consiglio, il completamento dell’unione bancaria “una priorità” sia per la stabilità del settore finanziario europeo sia per la capacità del tessuto bancario di prestare … Continua a leggere Punti di programma per l’Unione Bancaria Europea

Dalla carta di intenti alla carta delle necessita’.

Alcuni giorni fa ho definito “penoso” il documento politico uscito dal Consiglio nazionale (CN), soprattutto nel punto relativo alla Carta di Intenti in cui è scritto che essa “traccia la meta che un esecutivo riformista si propone di raggiungere”. Naturalmente non sono d’accordo e, sicuramente, essa, non traccia la meta che ho in mente. Sempre negli ultimi giorni ho anche letto tanti commenti sui social … Continua a leggere Dalla carta di intenti alla carta delle necessita’.

Relazione sulla crisi bancaria e finanziaria globale.

Convegno “INVECE IL SOCIALISMO”, 1 Dicembre 2012, sala grande Centro Congressi Cavour – via Cavour 50/a, Roma. Compagne, compagni, in questa mia breve relazione cercherò di far emergere alcune problematiche e contraddizioni all’interno del sistema bancario e finanziario a noi noto. Nella storia delle società del mondo si sono susseguite crisi più o meno grandi, molte di queste di natura sistemica. Le cause principali sono … Continua a leggere Relazione sulla crisi bancaria e finanziaria globale.

Sul sistema bancario e fondi speculativi.

Un paio di giorni fa, il sistema bancario italiano è stato messo ulteriormente alle corde dal declassamento del rating di 26 banche le quali, negli anni, hanno visto crescere le difficoltà a causa di una domanda in continua decrescita e di un incremento dei prestiti “cattivi”. Lo svolgersi di questo scenario è stato, senza dubbio, aiutato dalle politiche di sola austerità del Governo Monti le quali pongono, oggi, il sistema bancario italiano, nel bene e nel male dei giudizi più o meno criticabili delle agenzie di rating, tra i più deboli in Europa.

Data la matrice liberista in cui viviamo, i più forti sopravvivono mentre i più deboli soccombono, anche nel sistema bancario. E’ nota, infatti, la dinamica di come, dall’inizio della crisi dei mutui subprime, centinaia di banche medio-piccole siano fallite o siano state inglobate in banche più grandi in modo tale da accrescere il fenomeno, apparso subito problematico allo scoppio della crisi, del “troppo grande per fallire – too big to fail (vedi https://manuelsantoro.com/2012/04/02/sul-ridimensionamento-dei-grandi-istituti-bancari-e-finanziari-una-opportunita-per-la-politica/).
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Appello alla Sinistra.

OLTRE IL PRODOTTO INTERNO LORDO (P.I.L.) COME INDICATORE DI BENESSERE

Il mondo è radicalmente cambiato, dal dopoguerra ad oggi, nei suoi processi economici e sociali, e la crescita economica, oggi, non è più necessariamente sinonimo di benessere collettivo. Questo poteva essere plausibile in un mondo in cui i processi economici erano ancora ancorati a logiche nazionali, le prassi commerciali si stavano internazionalizzando ma erano ancora fuori da logiche sovrannazionali e globalizzanti, le politiche nazionali erano decisive dello sviluppo delle società e la crescita economica coincideva con il sogno occidentale di una sempre crescente disponibilità di beni e servizi. Il mondo post-bellico andava ricostruendo il proprio tessuto produttivo, propedeutico ad un costante aumento della domanda interna e ad una maggiore disponibilità di beni e servizi, la quale coincideva con un maggior benessere collettivo. In quel mondo in forte fase espansiva, aveva un senso riporre la misurazione del nostro benessere in termini quantitativi. Il P.I.L sembrava lo strumento più adatto per misurarsi. Oggi non è più così.

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Mozione Santoro-Pascale.

DOCUMENTO POLITICO PER L’ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA LEGA DEI SOCIALISTI del 21.04.2012. MOZIONE DI MANUEL SANTORO E MARIO MICHELE PASCALE.

Le crisi di sistema susseguitesi nei decenni a causa dell’evolversi di incontrollati cortocircuiti dei processi finanziari hanno prodotto un indebolimento globale delle società occidentali, dei loro modelli di sviluppo e di welfare, compromettendo le prospettive di lungo periodo dei tessuti produttivi.

I modelli dominanti di organizzazione economica, politica e sociale hanno percorso e percorrono le direttrici della disuguaglianza sociale nei popoli e tra i popoli, creando e successivamente difendendo a livello politico ed ideologico una disparità amorfa e sistemica figlia di una studiata filosofia hyper-monetaristica, costruendo intorno ad essa un consenso finalizzato alla salvaguardia e continuità dei poteri finanziari.

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Sul ridimensionamento dei grandi istituti bancari e finanziari.

Una opportunità per la politica. Dall’analisi dei processi monetari globalizzati emerge la necessità, per la politica, di focalizzarsi sul ruolo delle banche centrali e commerciali. E’ stato più volte ricordato come la leva monetaria sia in mano alle banche centrali le quali influenzano gli atteggiamenti macroeconomici delle società tramite l’innalzamento o l’abbassamento dei tassi d’interesse oppure, nei casi di carenza di liquidità, tramite l’immissione di … Continua a leggere Sul ridimensionamento dei grandi istituti bancari e finanziari.

La risposta socialista. Cause, effetti e proposte “contro la crisi”.

CONTRIBUTO PER L’INCONTRO di LUNEDI’ 13 ALLA SEZIONE SOCIALISTA A ROMA IN VIA APPIA NUOVA 361.

PRIMA PARTE – CAUSE

La causa primaria delle crisi della finanza e delle economie reali è la distorta evoluzione della struttura del sistema monetario.

La struttura del sistema monetario è un insieme di regole ed atteggiamenti in divenire, chiare al suo interno, la cui evoluzione ed espansione nel tempo ha inglobato un numero maggiore di Paesi e, quindi, di popoli causando la traslazione di modelli sociale e culturali verso forme più egoistiche ed oligarchiche.

Il modo aggressivo in cui tale struttura opera è sistemico, culturalmente assimilato, globalmente accettato e perseguito.

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Chi ha realmente bisogno del quantitative easing?

Preambolo italiano

Ai primi del mese di Agosto il tasso di interesse dei titoli di stato italiani a dieci anni era più del 6%. Poco più alto vi era quello spagnolo. Con l’intervento della BCE i tassi, oltre alla pressione finanziaria sui mercati, si sono abbassati. Visto, però, l’alto rapporto debito/PIL pari al 120% e visto una crescita stantia (si stima sia intorno all’1% nel 2011), la pressione così come i tassi di interesse sul debito potrebbero iniziare a risalire. Il livello critico sembrerebbe essere il 7% oltre il quale l’Italia potrebbe rimanere fuori dai mercati obbligazionari e, di conseguenza, sarebbe impossibilitata a richiedere prestiti.

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