Socialismo: la società superiore

Nessuno sano di mente, nell’era capitalistica, penserebbe mai di tornare al feudalesimo. Né invocherebbe la “libertà di critica” nell’ottenere questo assurdo obiettivo. Immaginate una organizzazione politica che voglia tornare indietro con la scienza e invochi la libertà di critica per criticare, appunto, il presente nel tentativo di tornare al passato, alla società feudale, ormai tramontata. Il socialismo, invece, è la società del futuro che, tra l’altro, è già realtà in alcuni paesi nel mondo. Il socialismo è quella società in cui le forze produttive sono enormemente più mature rispetto alle corrispettive capitalistiche e, così come “l’omino” nel capitalismo non immaginerebbe mai di voler tornare al feudalesimo, così “l’omino” nel socialismo non immaginerebbe mai di voler tornare al capitalismo. Perché quindi il passato capitalistico continua a voler distruggere il futuro socialista? Perché Paesi le cui forze produttive sono primitive nel loro processo di maturazione rispetto a quelle socialiste continuano ad ostacolare, insieme alla politica e alla stampa collusa, con embarghi, restrizioni, guerre, menzogne, falsità, il naturale processo di maturazione delle avanzate forze produttive socialiste? Essendo il capitalismo, o meglio l’imperialismo fase suprema del capitalismo, assolutamente reazionario, in questo frangente storico con l’attuale grado di sviluppo delle forze produttive, esso cerca in tutti i modi di fermare il futuro. E ciò è esattamente il processo regressivo che dobbiamo combattere.
Ora, solo chi è consapevole di questo può comprendere le parole di Lenin, qui riportate:

“La libertà è una grande parola, ma sotto la bandiera della libertà dell’industria si sono fatte le guerre più brigantesche, sotto la bandiera della libertà del lavoro i lavoratori sono stati costantemente derubati. L’impiego che oggi si fa dell’espressione “libertà di critica” implica lo stesso falso sostanziale. Chi fosse effettivamente convinto di aver fatto progredire la scienza non rivendicherebbe per le nuove concezioni la libertà di coesistere accanto alle vecchie, ma esigerebbe la sostituzione di queste con quelle.” (Che fare?)