L’operaio non ha patria

Marx ed Engels affermano nel manifesto del Partito comunista che

“Gli operai non hanno patria. Non si può toglier loro ciò che non hanno. Ma come il proletariato d’ogni paese deve innanzitutto conquistare il potere politico, deve elevarsi a classe nazionale e costituirsi in nazione, così esso è e rimane ancora nazionale, sebbene sia tale in un senso del tutto diverso da quello della borghesia.”

E Marx continua nella Critica al programma di Gotha chiarendo che

“S’intende da sé, che per poter combattere, in generale, la classe operaia si deve organizzare nel proprio paese, in casa propria, come classe, e che l’interno di ogni paese è il campo immediato della sua lotta. Per questo la sua lotta di classe è nazionale, come dice il Manifesto comunista, non per il contenuto, ma per la forma.”

Passaggi fondamentali per non cadere in un imperdonabile equivoco. La lotta di classe è nazionale solo per la forma in cui si è anche confinati nel condurre la lotta, non per il contenuto della lotta.