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Una Europa unita ma di pecoroni

“On 1 July 2016, the Council prolonged the economic sanctions targeting specific sectors of the Russian economy until 31 January 2017,” said the Council statement.

“In data 1 Luglio 2016, il Consiglio europeo ha prolungato le sanzioni economiche mirate a specifici settori dell’economia russa sino al 31 Gennaio 2017”, come dichiarato dal Consiglio europeo.

Ancora una volta i pecoroni europei si sono genuflessi alla volontà demenziale degli Stati Uniti e della loro amministrazione. Stati Uniti che non sono minimamente colpiti dalle contro sanzioni russe, le quali hanno un effetto recessivo notevole, invece, sulle economie europee. Confermiamo ancora una volta, quindi, di essere degli emeriti ‘pecoroni’ europei, cioè coloro che lavorano contro gli interessi propri e per interessi altrui. E per chi vuole questa Europa, unita, dovrà accontentarsi dell’unione di un numero finito, ma notevole, di ‘pecoroni’.

Si dirà che non è colpa dei popoli, che dopotutto non siamo stati noi a votare. Ma il Consiglio europeo è composto dai capi di Stato o di governo dei paesi membri dell’Unione europea e dal Presidente del Consiglio europeo, e siamo stati noi ‘europei’ a volerli. La prossima volta attenti al voto.

Dichiaro, quindi, di essere contro le sanzioni alla Russia, contro la violenta espansione ad Est della NATO della quale sono un acerrimo avversario politico (aspiro allo smantellamento definitivo in modo tale da dare la possibilità a Stoltenberg di sfogarsi dando una mano alla ripresa della pesca norvegese), contro il moltiplicarsi dei nazismi, penso anche alle nuove leadership filo-naziste nei vari Paesi dell’est, ex repubbliche sovietiche, di essere contro questa Europa succube di interessi altrui che nulla ha a che fare con l’idea dell’Europa spinelliana.

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