Non esiste solo l’Unione Europea

Negli ultimi giorni siamo stati testimoni del nascere di una speranza socialmente rivoluzionaria voluta da migliaia di donne ed uomini. In Grecia si è verificato quello che le sinistre europee, chi più chi meno, hanno sempre ricercato e mai ottenuto. Una vittoria politica sull’egemonia della dottrina neo-liberista intrisa di cieca auterità e di miseria sociale.

Pian piano cominciamo ora, invece, ad intravedere nuove forme esistenziali, nuove evoluzioni politiche mai pensate prima, nuovi sistemi, nuovi accordi possibili oltre l’Europa. Nuove soluzioni politiche tra Paesi diversi ma vicini.

Non c’è scritto da nessuna parte, infatti, che un Paese europeo debba rimanere in un contesto (l’Unione Europea) perennemente avverso. Irriso, schiavizzato e, perdonatemi il termine, sfruttato nell’animo e nel corpo, la Grecia alza la testa.

L’Unione Europea , dopotutto, è malata ed in profonda decadenza. Guidata da una Germania che niente ha imparato dal passato, l’Europa si è ben avviata in una spirale antisociale e antisolidale che non ammette debolezze, pause e ripensamenti ma solo il rigore dei conti, la stabilità dei prezzi ed un export (quello tedesco) sempre sostenibile.

Ma non deve essere necessariamente così. Sono europeo ed europeista ma di una Europa radicalmente diversa e così come un individuo si circonda di una compagnia piacevole ed amica, e non di atteggiamenti dispotici, la Grecia, così come qualsiasi altro Paese, ha l’interesse ed il dovere verso il proprio popolo di ricercare il miglior trattamento possibile e preservare la propria anima. Ci sono altri scacchieri geopolitici da esplorare, accordi da siglare, unioni alternative da costruire.

L’Europa non comprende cosa è diventata? Ha perso insieme solidarietà e lungimiranza? E’ diritto di un Paese, richiamato costantemente all’ordine ed all’inchino servile, allontanarsi senza remore e rimpianti verso collaborazioni più nobili e strategiche. Dopotutto non esiste solo l’Unione Europea.

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