Manuel Santoro

Segretario politico nazionale di Convergenza Socialista

Il ruolo delle banche centrali e lo shadow banking

Pubblicato sul quotidiano socialista Avanti! online.

Dall’ultima crisi finanziaria abbiamo imparato che il sistema bancario ha bisogno di un forte cambiamento strutturale. Questo è necessario per stabilizzare le economie reali ed evitare che crisi nate da una corsa sfrenata al profitto franino sulle cittadinanze.

Le banche centrali dovrebbero intervenire per il salvataggio di banche illiquide, migliorando solamente i problemi temporanei per banche senza liquidità sufficiente, senza estendere l’aiuto alle banche insolventi. Se il “prestatore di ultima istanza” assiste anche le banche insolventi, il suo intervento ha le stesse conseguenze di una assicurazione sul deposito, dando così alle banche un forte incentivo a creare portfolio più rischiosi.

La questione dirimente è capire se le banche centrali sono in grado di poter prevenire le crisi o, peggio, se le banche centrali contribuiscono a causare le crisi. Le direttive delle banche centrali nei decenni più recenti si sono per lo più focalizzate, in termini generali, alla gestione delle aspettative inflazionistiche con il compito ultimo della stabilità dei prezzi.

Dopo che una crisi finanziaria si è materializzata, in pochi sarebbero contrari alla necessità dell’intervento della banca centrale con tutti i mezzi necessari. Le ricette per rispondere alle crisi finanziarie sono state applicate dalle banche centrali secondo routine.

Dovremmo, invece, interrogarci molto sul pre-crisi, cioè quando i mercati finanziari operano tranquillamente e senza stress. Sarebbe da capire se le banche centrali devono preoccuparsi della crescita delle bolle nei prezzi delle attività finanziarie, sotto l’implicita assunzione che le crisi avvengono allo scoppio di una bolla finanziaria. Sarebbe fondamentale comprendere e decidere se e come le banche centrali devono considerare, nel loro lavoro quotidiano, la possibilità d’instabilità finanziaria.

Un punto di vista comune agli addetti ai lavori è che la stabilità finanziaria e la stabilità dei prezzi sono complementari e, entrambi, sono obiettivi che possono essere raggiunti attraverso un regime inflazionistico flessibile. In questo senso, le banche centrali hanno il compito di aggiustare la politica monetaria attivamente per evitare pressioni inflazionistiche o deflazionistiche.

Questo significa che la complementarietà tra la stabilità dei prezzi e la stabilità finanziaria si erge sul fatto che la ciclicità delle politiche sui tassi d’interesse deprime le fluttuazioni dei prezzi grazie ad un aumento dei tassi durante i periodi inflazionistici e una diminuzione degli stessi durante periodi deflazionistici. Per queste ragioni, si tende ad argomentare che le banche centrali non dovrebbero preoccuparsi della possibilità della crescita di bolle nei mercati finanziari poiché l’uso della politica monetaria attraverso la variazione dei tassi d’interesse che porta tendenzialmente a una stabilità dei prezzi è del tutto sufficiente a garantire la stabilità finanziaria.

Le banche, quindi, dovrebbero solamente essere consapevoli degli effetti delle potenziali bolle o di qualsiasi altra fluttuazione nei prezzi dei prodotti finanziari, ed essere pronti a rispondere nel caso di cambiamenti repentini nel prezzo degli stessi prodotti.

Terminando, si tende ad argomentare che è impossibile scovare bolle finanziarie prima che esplodano e, quindi, le banche centrali non dovrebbero applicarsi nell’attività di scovarle.

Sarebbe auspicabile, invece, che le banche centrali si muovessero attivamente per monitorare i mercati in modo tale da evitare potenziali bolle finanziarie, ma questo è un compito complesso che richiede prima di tutto l’essere consapevoli che, oggi, la maggior parte delle operazioni finanziarie vive nell’ombra delle regole e della trasparenza dei mercati, per quanto possibile, monitorati e regolati.

Con l’estensione della crisi finanziaria globale iniziata con i mutui subprime, anche tipi di transazioni e istituzioni finanziarie non tradizionali che si collocano fuori dal sistema bancario tradizionale hanno iniziato ad attirare sempre più interesse. Sebbene essi includano istituzioni finanziarie come i fondi hedge e investimenti alternativi, essi sono inclusi in quello che si chiama Sistema Bancario “Ombra” (SBO), il quale è un insieme di intermediari finanziari non bancari che forniscono servizi simili a quello fornito dalla banche commerciali tradizionali.

Il limite di demarcazione tra il sistema ombra e quello tradizionale non è ben definito, anche se il primo conduce operazioni in uno spazio che è esterno alla piena trasparenza e regolamentazione delle banche centrali. L’esternalità al sistema bancario tradizionale è legata strettamente all’anonimato e all’imperfezione delle informazioni che accompagnano le transazioni finanziarie all’interno del SBO.

Il problema più complesso da affrontare è che la rapida espansione delle transazioni finanziarie associate all’anonimato e all’imperfezione delle informazioni ha reso difficile, per le banche d’investimento e per le istituzioni che dovrebbero vigilare, di avere un quadro completo del SBO. Questo implica che è diventato sempre più difficile per tutti comprendere i rischi sistemici contenuti nel SBO.

I fondi hedge, in particolare, sono strumenti non regolati, che richiedono commissioni molto alte, non necessariamente restituiscono capitale quando sono richiesti e, generalmente, non rendono note le operazioni che fanno. Devono fare profitto altrimenti i facoltosi investitori cambiano fondo. Sintetizzando, i fondi hedge sono ampliamente anonimi, largamente non disciplinati e gestiscono un’enorme massa monetaria per investimenti. Nel suo complesso, il SBO gestisce un capitale enorme, maggiore di quello del sistema bancario tradizionale. Inoltre, è in crescita a causa delle sempre più stringenti norme adottate. Paradossalmente, per chi crede nella regolamentazione dei mercati e non in un loro sviluppo selvaggio, sono proprio le regole più stringenti ad attirare i grandi investitori ed il grande capitale fuori dal trasparente e dal regolamentato verso il sistema bancario ombra.

Comunque sia, il problema sembrerebbe non essere quanto e come si ordina. Il problema è l’utopia di rendere disciplinato un mondo nato, cresciuto ed evolutosi sulla libertà di creare profitto dal profitto.

Oggi, il SBO è cresciuto sino a 67-trilioni di dollari ed è ovvio che ponga rischi sistemici molto elevati. Operando senza alcuna vigilanza e al di fuori di ogni regola, è necessario porre rimedio in fretta, almeno per calmierarne i possibili effetti negativi sui sistemi produttivi e sociali in una prossima crisi sistemica.

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Questa voce è stata pubblicata il 30 dicembre 2013 da con tag , , , , , , .
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