Manuel Santoro

Segretario politico nazionale di Convergenza Socialista

Socialisti e Sinistra, usciamo dalle cave.

Come tutti i bipolarismi, anche in Italia, la sua applicazione ha avuto effetti nefasti non tanto sugli aspetti politici quanto su quelli culturali. Quando ero più giovane, e non dobbiamo andare troppo indietro negli anni, si parlava di sinistra e di destra e si aveva ben in mente che cosa fossero, anche nella loro pluralità. Ne conoscevamo i valori sottostanti, le idee da valorizzare, i programmi da attuare e sapevamo che non erano le uniche voci nel panorama politico italiano.
La sinistra era consapevolmente variegata e lo era sia nella sua rappresentanza in Parlamento che nella società. Lo stesso per la destra.

La politica italiana dava di se una immagine certamente più eterogenea, nei modi e nei contenuti, più aperta nelle aspettative e più plurale nelle speranze. In tanti avevano voce e davano voce ai diversi rivoli della società italiana, anche quelli più nascosti e scomodi. Avevamo noi, cittadini e militanti, un ventaglio di offerte politiche, di proposte culturali, di modalità di partecipazione altamente più ampia.

Naturalmente, ora non è più così. Abbiamo forse preso il peggio del modus operandi bipartitico. I primi sentori di un cambiamento epocale erano anche stati scorti dai più perspicaci, e negli anni abbiamo assistito ad un inesorabile processo centripeto di aggregazione bipolare.
I due punti di riferimento del panorama politico italiano, uno a destra ed uno a sinistra, si sono pian piano ingrossati trasformandosi, e inglobando nel tempo le forze più piccole le quali un po per spirito di sopravvivenza, un po per l’interesse di pochi, un po per incapacità, si sono lasciati trasportare da un inarrestabile processo di fagocitazione.

Nel tempo in cui il morbo bipolare/bipartitico stava già evidenziando i suoi effetti, si è passati da un rimpallo tra termini quali centrosinistra e centrodestra ad una partita semplicemente tra destra e sinistra, tra PDL e PD. Tutti gli altri, o quasi, scomparsi o fuori dal campo.
Destra e sinistra non più come aloni variopinti rappresentativi di fette importanti di società ma singoli contenitori, chi più chi meno assoluti, al cui interno si gioca ad un eterno rincorrersi.

Sento Renzi che si butta a sinistra pensando ad Obama. Conclude Franceschini, il quale senza compassione per le mie pene, afferma che il Governo fa molte cose di sinistra.

E’ evidente, almeno a me pare, che ci sia qualcosa che mi sfugge. Non mi permetterei mai di dare “lezioni di sinistra”, così come non lo faccio per un tema a me caro: il socialismo. Quindi, me ne prendo la colpa.

E’ mia la colpa di non riuscire a comprendere come l’azione politica dei Renzi, dei Franceschini, (anche Obama?…Renzi dixit!), possa essere riconducibile alla sinistra italiana. Non ne riconosco le fattezze, le speranze.
Avendo presente la storia, l’evoluzione e le aspettative di alcuni di questi personaggi, quando sento la parola “sinistra”, la mia mente entra in una sconsolata confusione. Sarà che essendo stato all’estero per tanti anni mi sono perso parte della metamorfosi culturale di questo Paese, e come colui che interrompe un processo di cambiamento, ne sono rimasto probabilmente immune. Forse salvo.

Se tutto ora viene definito come sinistra è evidente che niente lo è.
Si è probabilmente completata quella fase di omologazione culturale, di impasto malefico, per cui definirsi non ha più alcun senso. Per quanto riguardo l’essere socialisti, poi, è meglio non parlarne.

Vedo un solo antidoto, allora. Tornare ai programmi, alle cose da fare. Questo è, secondo me, l’unica arma che abbiamo per definirci  e differenziarci da quelli che, la mia povera mente, continua a non riconoscere come simili.

Manuel Santoro
02.09.2013

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Questa voce è stata pubblicata il 2 settembre 2013 da con tag , , , , , , , , , , , .
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