Manuel Santoro

Segretario politico nazionale di Convergenza Socialista

Il vizietto socialista.

E’ di pochi giorni fa l’annuncio di una dichiarazione d’amore di un gruppo di “innovatori e riformisti socialisti” nei confronti del Sindaco di Firenze, Renzi. Alcuni di essi fanno politica nel PSI.

Naturalmente non c’è niente da meravigliarsi, soprattutto per chi ha visto di peggio. Tralasciando le motivazioni dei tanti iscritti che nel tempo si sono allontanati da un partito enormemente immiserito nel corpo e nello spirito, ora traslocati in altri lidi come SeL, Rifondazione Comunista e PD, oppure ritirati a vita privata (non tratto qui di chi è andato a destra del PD), forse il primo vero e recente colpo al cuore che molti iscritti e simpatizzanti hanno dovuto subire è stato vedere il PSI accovacciato al caldo in una indefinibile atmosfera pro-bersaniana senza precedenti.

Tutti vedemmo nascere i “socialisti pro-Bersani”, che includevano quasi tutta la dirigenza del partito, incapaci per scelta politica di avanzare una proposta autonoma che mettesse al centro del ring un proprio iscritto. Vedevo compagne e compagni affannarsi quotidianamente per il capo di un Partito culturalmente diverso, che avrebbe voluto fagocitarci ma che mai ci avrebbe fatto emergere.

Dal quel punto non ci siamo spostati. Anzi, avanziamo lentamente verso nuovi lidi e nuovi leader nel tentativo paranormale di individuare in anticipo il destino politico del Paese.

Passato Bersani, ci si rivolgerà a Renzi? Renzi il salvatore del socialismo o di alcuni socialisti?

Naturalmente, vedendo come è andata alle ultime politiche, con la scelta di non presentare liste del partito, con la scelta di inserire nelle lsite del PD alcuni dirigenti evidentemente prescelti dal Signore, con i voti presi e con la consapevolezza che Renzi è lontano da una politica di stampo socialista, la mia risposta è scontata.

Spero solo che l’iniziativa dei “socialisti renziani” non sia un cavallo di Troia per alcuni a venire.
Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis.

Manuel Santoro
30.08.2013

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5 commenti su “Il vizietto socialista.

  1. ROBERTO
    30 agosto 2013

    bell articolo

  2. manuelsantoro
    30 agosto 2013

    Grazie, Roberto.

  3. Felice Carlo Besostri
    31 agosto 2013

    traduci la frase latina, perché non è più obbligatorio fin dalle mediue inferiori e un socialista deve parlare a tutti e non solo a chi ha fatto il classico. Te lo dico per esperienza per le critiche ricevute per aver scritto “incidenter tantum”, frase più semplice della tua. Per il resto nessuno ha il titolo per dar patenti di socialismo. Non c’è un centro di verifica ideologica, in un certo senso i socialisti sono come i protestanti o i mussulmani sunniti Non c’è un papa infallibile che parla ex cathedra ( Dalla cattedra). Nel linguaggio comune ci sono stati socialisti berlusconiani ed anche finiani, tutto sommato Renzi è meno peggio. I socialisti fanno parte della cultura politica di questo paese, per questo non sono un’alternativa E ci si divide sui nomi convinti che uno faccia vincere e l’altro perdere ( profezia di Moretti). Vincere per fare cosa è del tutto indifferente

  4. Vitali Giacomo
    31 agosto 2013

    Alla ricerca della seggiole …perse. Non disperdiamo le forze, raccogliamo le idee, uniamo i nostri ideali e lasciamo le inutili diatribe personalistiche ad altre forze politiche sull’onda del loro disintegrarsi.

  5. manuelsantoro
    1 settembre 2013

    “La storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita, messaggera dell’antichità”.
    Detto questo, io vorrei che si riprendesse una antica virtu’ che era quella di credersi e definirsi “liberali”, “repubblicani”, “socialisti”, ecc e non, come avviene ormai da diverso tempo in Italia, “bersaniani”, “berlusconiani”, “renziani”. Penso che questo dovrebbe essere una nostra battaglia. Il bipolarismo all’italiana va dismesso e sostituito da un multipolarismo aperto. Ed i socialisti, in questo schema, dovrebbero iniziare a ripensare cosa significa essere socialisti nel mondo di oggi. Penso sia necessario un lavoro di ripensamento della nostra identita’ attraverso un lavoro programmatico preciso. Sono i socialisti per o contro i processi di globalizzazione? Se contro, li combattono o ci convivono? Sono i socialisti per una economia ripensata a misura d’uomo (valorizzazione della piccola media impresa, artigianato locale e contro le grandi multinazionali) oppure ne sono indifferenti? Sono le scelte su questi temi che oggi definirebbero cosa significa socialismo e, questo, prima si fa e prima ci si toglie dall’equivoco di poter essere renziani piuttosto che berlusconiani, bersaniani piuttosto che nenciniani. E si, perche’ su questi temi il “nostro” PSI tace.

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Questa voce è stata pubblicata il 30 agosto 2013 da con tag , , , , , , , , , , .
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