Manuel Santoro

Segretario politico nazionale di Convergenza Socialista

Il multipolarismo è la bussola della sinistra.

Non voler cambiare la legge elettorale, il cosiddetto Porcellum, significa non voler capire la rabbia degli italiani. Purtroppo, ci troviamo in una situazione abbastanza singolare e socialmente pericolosa.
Da quanto tempo si sta discutendo in questo Paese di legge elettorale? Vi ricordate quando Alfano, Bersani e Casini (l’ABC d’Italia) si riunivano per trovare un sospirato accordo su un sistema elettorale che ci avrebbe portato fuori dal pantano delle liste bloccate e del premio di maggioranza? Il tutto con la benedizione di Napolitano? Ebbene, siamo ancora fermi li.

Naturalmente, non mi aspetto niente di buono da lor signori. Si ricomincia, infatti, a sentire il vocio di chi sostiene la necessità di un nuovo bipolarismo. Io, invece, penso che il bipolarismo abbia fatto solo danni all’Italia. Penso che sia ormai defunto e che vada seppellito definitivamente.

Serve, a mio modo di vedere, una legge elettorale a trazione proporzionale che crei un nuovo multipolarismo. Io auspico un sistema per lo più proporzionale che dia rappresentatività a tutte le minoranze sommerse. La governabilità, dopotutto lo si è visto, non è nel sistema elettorale scelto ma nella sapienza e nella rettitudine degli eletti. Se non lo si vuole puro (come io prediligo), allora il sistema tedesco potrebbe essere anche una potenzialità da valutare ma con uno sbarramento rivisto nettamente al ribasso tendente alla zero spaccato.

Una proposta nettamente proporzionale, senza sbarramento alcuno, non è stata ancora avanzata da nessuno e sarebbe auspicabile che proprio una forza di sinistra o più forze si prendessero l’onere e l’onore di farlo. Il Partito Socialista Italiano? Vedremo. Al momento non ci sono ancora le persone giuste al comando.

Sarebbe, senza dubbio, un primo segnale nella direzione giusta che permetterebbe ad una sinistra miseramente franata nei consensi di riprendere un minimo della perduta fisionomia. Teniamo sempre presente, infatti, che SeL è al 4% (3,20% alla Camera alle ultime politiche). Anche estendendo una possibile sinistra a Rifondazione Comunista, a cui potremmo assegnare un 1%,  raggiungeremmo a mala pena il 5% con un PSI fermo a meno del mezzo punto percentuale.
Serve sicuramente un colpo di reni.
Colpo di reni sempre più necessario visto che ci ritroviamo in balia delle onde di grandi navi che certamente non ci appartengono e, quindi, non ci vedono timonieri. Subiamo tristemente gli interessi altrui che ci vogliono costantemente relegati ai margini della vita politica nazionale ed internazionale.

Manuel Santoro
26.08.2013

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2 commenti su “Il multipolarismo è la bussola della sinistra.

  1. Felice Carlo Besostri
    29 agosto 2013

    Condivido, ma proprio la legge elettorale è quella che mostra il divario tra chi sia preoccupato della natura e della qualità della rappresentanza e chi del proprio interesse. Quando parlo di interesse mi riferisco a quello dei gruppi dirigenti, quando non si tratta dell’autocrate, alla testa delle formazioni politiche rappresentate in Parlamento e gli elettori. Il premio di maggioranza è una delle molle, ma non la principale, rappresentata dalle liste bloccate, cioè dal potere di stabilire, designare, gli eletti, il che è puro esercizio del potere con benefici che vanno oltre il momento elettorale, perché significa anche assicurarsi una base di fedeli seguaci al momento del Congresso, una regola chiara persino nel PSI, benché la rappresentanza ottenuta sia inferiore a quella di Tabacci. L’attrazione del metodo prevale su qualsivoglia altra considerazione, l’ha dimostrato la Sinistra Arcobaleno alle elezioni del 2008 e Rivoluzione Civile nel 2013 D’altronde senza liste bloccate non è possibile neppure trovare un’intesa tra forze politiche eterogenee che soltanto la soglia d’accesso costringe a coagularsi. La rifora elettorale è nelle mani di chi non ha alcun interesse a farla: i partiti-non regolati da una legge di attuazione dell’art.49 Cost.- e i parlamentari, che son consapevoli che non sarebbero in Parlamento con una diversa legge elettorale. L’uscita di Grillo ne è la conferma, soltanto con il Porcellum ha il controllo del Gruppo Parlamentare. L’unica modifica accettabile è un uninominale alla francese, perché resta intatto il sistema di designazione del candidato unico, del partito o della coalizione, nei collegi elettorali o meglio ancora il ripristino del Mattarellum, che ha il vantaggio con il listino bloccato di porre al riparo i gruppi dirigenti nazionali dalle sorprese degli elettori. SENZA UN FORTE MOVIMENTO DELL’OPINIONE PUBBLICA O DEI MILITANTI NEI PARTITI non c’è speranza, basta impedire che esca una legge elettorale prima del 3 dicembre, giorno NON CERTO della discussione davanti alla Corte Costituzionale dell’Ordinanza n. 12060 del 21 marzo-17 maggio 2013 della Corte di Cassazione emessa nel ricorso promosso da 27 cittadini elettori, tra i quali mi annovero e che come avvocato ho discusso innanzi alla Prima Sezione della Corte il 21 marzo, dopo che già nel Gennaio 2008 mi ero opposto all’ammissione dei referendum che assegnavano l’incostituzionale premio di maggioranza alla lista più votata e non più alla coalizione di maggioranza relativa .La partita è aperta perché mentre è sicura la bocciatura del premio di maggioranza senza soglia minima, sulle liste bloccate la partita è tutta da giocare.

  2. manuelsantoro
    29 agosto 2013

    Hai ragione Felice, soprattutto quando parli degli interessi dei gruppi dirigenti, anche del PSI, e della “base di fedeli seguaci al momento del Congresso”.

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