Manuel Santoro

Segretario politico nazionale di Convergenza Socialista

Non c’è pace nel P.S.I.

Non ci crederete ma inizia già a circolare voce di un possibile slittamento del Congresso nazionale del Partito Socialista Italiano previsto dal 25 al 27 Ottobre 2013. Le motivazioni? Confusione politica, il caso Berlusconi, i dibattiti percongressuali dei partiti a noi vicini. Tutte motivazioni, a mio modo di vedere, pretestuose che puntano ad un solo obiettivo. La maggioranza del partito non esiste più e si cerca di prendere tempo per ricompattare le fila.

Ora, per chi non lo sapesse, lo Statuto del PSI prevede lo svolgimento del Congresso ordinario, con rinnovo degli organi dirigenti, ogni due anni.  Due anni.
Tutti sembrano concordare che uno Statuto, qualsiasi esso sia, è un documento fondante di una associazione, composto da una serie di regolamenti e procedure concordate tra tutti gli iscritti ed a cui tutti gli iscritti debbono attenersi. In questo senso, i più direbbero, la dirigenza dovrebbe dare il buon esempio. Magari.
Ma, vedete, non è proprio così nel Partito Socialista Italiano.

Il PSI è un partito storico, almeno così ci piace pensarlo. In effetti, però, ha poco della giustezza e della democrazia interna del miglior PSI. Lo Statuto di questo PSI prevede, come già detto, lo svolgimento di un Congresso nazionale ogni due anni. L’ultimo si tenne nel Luglio 2010. Ben tre anni fa. Più volte ho ricordato, scrivendolo, come le cariche politiche delle compagne e dei compagni che dirigono il partito fossero scadute nel Dicembre del 2012. Da Statuto, il PSI è, infatti, un partito scaduto. Ora iniziano a circolare voci che vorrebbero spostarle ulteriormente il Congresso.

Ma questa, usando un eufemismo, forzatura, non sembra essere però nei pensieri di chi il Congresso dovrebbe convocarlo dando così voce ad un popolo frustrato, emarginato, il quale è testimone quotidiano di una autorefenzialità immotivata poiché totalmente scollata dal peso politico del partito in Italia.

Non penso di osare troppo quando chiedo di far rispettare semplici regole democraticamente votate, e che proprio la dirigenza dovrebbe far rispettare, facendo svolgere regolarmente il congresso nelle date già ufficializzate (anche se ampiamente in ritardo).
Ma questo non è il PSI che ci piace ricordare. E’ un PSI che vive nel “giorno dopo giorno”, nel “tiriamo a campà”.

Così non va!

Manuel Santoro
25.08.2013

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Questa voce è stata pubblicata il 25 agosto 2013 da con tag , , , , , , , , .
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