Manuel Santoro

Segretario politico nazionale di Convergenza Socialista

Linee guida per un diverso P.S.I.

E’ senza dubbio vero che il Congresso nazionale del PSI sarà l’occasione per ripensare l’intera fisionomia politica, programmatica ed organizzativa del partito. Politica, visto la scarsa chiarezza nella proposta e nella direzione degli ultimi anni; programmatica, poiché, seppur condivisibile nelle sue parti, il programma attuale del partito è da ripensare; organizzativa, visto l’enorme erosione di voti, sopratutto a livello locale.

Aspetto politico

Nel lontano Aprile 2012, quando molti di coloro che oggi condannano il segretario nazionale ne condividevano in toto la linea politica, scrivevo: “Nel Partito Socialista Italiano, oggi, la partita è giocata tra chi guarda ad un riformismo “dentro il liberismo”, accovacciato tra le sue braccia, timoroso e confuso, fedele ad un neo-moderatismo di stampo centrista, la cui idea di espansione del socialismo viene identificata nelle percentuali, nei successi e nei progressi conseguiti durante le tornate elettive; e chi guarda ad un riformismo “fuori dal liberismo“, radicalmente rivoluzionario, decisamente e orgogliosamente a sinistra, con l’obiettivo di ripensare i processi economici, politici e sociali e con la speranza di rispolverare le (nostre) idee socialiste di liberta’, di eguaglianza e di giustizia sociale.”

Non ho cambiato idea su questo punto. Sono cambiati gli scenari. Oggi non vedo uno spostamento di fette di partito sulla seconda delle due opzioni. Vedo, però, un avvicinamento tattico di fette della ex maggioranza che potrebbe anche svanire a giochi fatti.

Aspetto programmatico

Il programma del Partito Socialista Italiano è una delle prime cose da rivedere.

Ad eccezione dell’auspicio sugli Stati Uniti del mondo, che trovo astrattamente auspicabile ma realisticamente utopistico, i punti programmatici proposti sono condivisibili e, ringrazio che non sia menzionato l’auspicio al presidenzialismo, diverse volte proposto e riproposto.

Il programma “per una Italia laica, civile e moderna” potrebbe andar bene per un partito radical-liberal-democratico. Ripeto, punti programmatici condivisibili ma che peccano vistosamente di affrontare in profondità le storture della “nostra” (del mondo intero) organizzazione economico-finanziaria. Mancano le fondamenta di un discorso più ampio di modifica dei processi economici ed organizzativi del nostro vivere i cui punti proposti nel programma non possono che essere prodotti naturali di un diverso modo di pensarci e non, come è intuibile, forzature condivisibili in un mondo profondamente individualista e egoista. E’ proprio la critica puntuale (e propositiva) all’impalcatura economica globale che rende virtuoso un partito “socialista”. Il PSI, quindi, dovrebbe, come primo passo, iniziare seriamente a discutere di economia, finanza ed organizzazione della società. La nostra azione socialista deve puntare alla valorizzazione di modelli localistici ed umanisti dell’economia e dei suoi processi. La nostra azione socialista ha il compito di sopprimere la prepotenza e l’arroganza del grande capitale economico, finanziario e bancario e, contemporaneamente, valorizzare la strutturazione di una economia a misura d’uomo. Il congresso nazionale dovrebbe porre fortemente l’accento su questa mancanza strutturale della proposta politica del partito.

Aspetto organizzativo

Mi sembra necessario, pena il totale deperimento delle forze, sopratutto nuove, all’interno del PSI, la valorizzazione dei processi di democrazia interna, di educazione e di correttezza politica, sia a livello nazionale che locale, sia nella vita reale che sul web.

Tralasciando, per un attimo, la palese utilità in una necessaria chiarezza politica che certamente gioverebbe ad un maggiore proselitismo, i compagni hanno necessità di vivere la politica. Il partito deve diventare un luogo aperto, costruito democraticamente dal basso verso l’alto, autonomo, che invogli al pensiero ed aspiri alla realizzazione di radicali riforme di struttura nella società. Il PSI non può più rintanarsi nelle sue logiche interne, guardare il proprio ombelico come se fosse il centro dell’universo. Lasciamo ad altri, che sono più bravi ed avvezzi, questo sconsolato piacere.

La democrazia interna implica la più grande attivazione e partecipazione critica dei partecipanti, e consente la manifestazione di tendenze diverse, elevando il necessario spirito di solidarietà e di collaborazione.

Manuel Santoro
22.08.2013

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 22 agosto 2013 da con tag , , , , , , , , , .
Follow Manuel Santoro on WordPress.com

Segui assieme ad altri 495 follower

Seguimi su Twitter

Archivi

Statistiche del Blog

  • 6,775 visite

La mia comunità

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: