All’interno del PSI una partita da giocare.

A Sinistra, non sono tantissimi coloro che seriamente si pongono il problema delle modifiche strutturali in atto nel nostro Paese, in Europa, nel mondo. Regna una superficialita’ tutta politica, avvolte voluta (o per interessi, o per pigrizia, oppure per pura incapacita’), nell’analisi delle vere motivazioni dietro le storture macroeconomiche i cui effetti si ripercorrono inesorabilmente sui comportamenti umani attraverso una ristrutturazione dell’organizzazione socio-politica, degli strati intermedi.

Nel Partito Socialista Italiano, oggi, la partita e’ giocata tra chi guarda ad un riformismo “dentro il liberismo”, accovacciato tra le sue braccia, timoroso e confuso, fedele ad un neo-moderatismo di stampo centrista, la cui idea di espansione del socialismo viene identificata nelle percentuali, nei successi e nei progressi conseguiti durante le tornate elettive; e chi guarda ad un riformismo “fuori” dal liberismo, radicalmente rivoluzionario, decisamente e orgogliosamente a sinistra, con l’obiettivo di ripensare i processi economici, politici e sociali e con la speranza di rispolverare le (nostre) idee socialiste di liberta’, di eguaglianza e di giustizia sociale.

La partita e’ questa, compagni. A voi la scelta.

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