Manuel Santoro

Segretario politico nazionale di Convergenza Socialista

L’esilio della responsabilità politica.

Ripensare l’organizzazione economica, politica e sociale di un popolo, di più popoli o dell’intera umanità richiede la conoscenza approfondita dell’organizzazione economica, politica e sociale attuale.

Consapevole del fatto che la struttura economica vigente, per quanto complessa e indeterministica, guida gli aspetti fondanti della vita politica, sociale ed umana di un Paese, e convinto come sono del fatto che la politica monetaria sia ilfattore principale (vedi articolo precedente), nel bene e nel male, dei processi sociali quotidiani, penso sia ineludibile un attento approfondimento di cosa o di chi determina la politica monetaria nella zona Euro.

La questione è essenzialmente una. L’esilio della politica, e quindi del pubblico, dalla politica monetaria di un Paese.

PUNTO N.1

Qui vige la totale impotenza dei rappresentanti delle varie cittadinanze europee nel decidere le politiche monetarie più utili.

Principio dell’indipendenza della Banca Centrale Europea (BCE), e delle Banche Centrali nazionali (BCN), nello svolgimento della politica monetaria comunitaria, viene garantito dal seguente Articolo:

Articolo 107 (TRATTATO DI MAASTRICHT – Trattato sull’Unione Europea  Gazzetta ufficiale n. C 191 del 29 luglio 1992)

Nell’esercizio dei poteri e nell’assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dal presente trattato e dallo Statuto del SEBC (Sistema europeo di banche centrali), né la BCE né una Banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai Governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari nonché i Governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle Banche centrali nazionali nell’assolvimento dei loro compiti.

PUNTO N.2

Diritto esclusivo da parte della BCE di emissione di banconote nella zona Euro. Questo significa che la BCE (solo) percepisce il profitto tra il valore nominale della moneta stampata, e poi prestata, ed il suo valore tipografico. Profitto che aumenta in quanto la BCE percepisce interessi sul valore nominale (e non tipografico) quando presta banconote in cambio di Titoli di Stato. Sia dal mercato primario che secondario. Questo è l’Articolo:

Articolo 105 A  (TRATTATO DI MAASTRICHT Trattato sull’Unione Europea  Gazzetta ufficiale n. C 191 del 29 luglio 1992)

1. La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità.

2. Gli Stati membri possono coniare monete metalliche con l’approvazione delle BCE per quanto riguarda il volume del conio.

PUNTO N.3

La Banca Centrale Europea viene diretta dai Governatori delle Banche Centrali nazionali e da un Comitato esecutivo. Le Banche Centrali nazionali sono anche esse indipendenti anche se pochissimo si riesce a sapere sulle partecipazioni (pubbliche o private) di queste banche tranne che in alcuni casi (vedi Banca d’Italia le cui quote di partecipazione al suo capitale sono per il 94,33% di proprietà di banche e assicurazioni private).

Però, almeno, possiamo riportare quanto segue:

“La Deutsche Bundesbank fu, tra l’altro, la prima delle banche centrali a cui fu riconosciuta piena autonomia, per quel che riguarda sia gli strumenti che gli obiettivi, tanto da far parlare di “modello Bundesbank” in contrapposizione al “modello neozelandese”, nel quale gli obiettivi (ad esempio il controllo dell’inflazione) sono fissati dal governo.”

Differentemente dalla Federal Reserve degli USA e dalla BCE, la Banca Centrale della Nuova Zelanda non ha partecipazione privata. Secondo quanto riportato sul sito web della Banca, essa non ha azionisti ed appartiene, quindi, al 100% al Governo della Nuova Zelanda.

Stessa cosa dicasi per la banca Centrale della Norvegia: “Norges Bank is a separate legal entity owned by the state” (La Banca Centrale norvegese è una entità legale separata appartenente alla Stato) – http://www.norges-bank.no/en/about/

Tornando alla BCE ed alla sua composizione:

Articolo 106  (TRATTATO DI MAASTRICHT Trattato sull’Unione Europea  Gazzetta ufficiale n. C 191 del 29 luglio 1992)

Gli organi decisionali della BCE sono il Consiglio direttivo e il Comitato esecutivo.

Articolo 109 A (TRATTATO DI MAASTRICHT Trattato sull’Unione Europea  Gazzetta ufficiale n. C 191 del 29 luglio 1992)

1. Il Consiglio direttivo della BCE comprende i membri del Comitato esecutivo della BCE nonché i Governatori delle Banche centrali nazionali.

2. a) Il Comitato esecutivo comprende il Presidente, il Vicepresidente e quattro altri membri.

b) Il Presidente, il Vicepresidente e gli altri membri del Comitato esecutivo sono nominati, tra persone di riconosciuta levatura ed esperienza professionale nel  settore monetario o bancario, di comune accordo dai Governi degli Stati membri a livello di Capi di Stato o di Governo, su raccomandazione del Consiglio e previa consultazione del Parlamento europeo e del Consiglio direttivo della BCE.

PUNTO N.4

Il capitale della BCE, che ammonta a 10.760.652.402,58 euro (dal 29 dicembre 2010), è sottoscritto dalle banche centrali nazionali (BCN) di tutti gli Stati membri dell’UE (appartenenti all’Euro (70%) e non (30%) vedi tabelle sotto).

Le quote di partecipazione delle BCN al capitale della BCE sono calcolate secondo uno schema che riflette il peso percentuale del rispettivo Stato membro nella popolazione totale e nel prodotto interno lordo dell’UE, due determinanti che incidono in pari misura. Sulla base dei dati forniti dalla Commissione europea, la BCE adegua i coefficienti di ponderazione con cadenza quinquennale e ogni volta che un nuovo paese entra a far parte dell’UE.

Contributo delle BCN dei paesi dell’area dell’euro al capitale della BCE

BCN Quota di partecipazione al capitale della BCE (in %) Capitale versato (in euro)
Nationale Bank van België / Banque Nationale de Belgique 2,4256 220.583.718,02
Deutsche Bundesbank 18,9373 1.722.155.360,77
Eesti Pank 0,1790 16.278.234,47
Banc Ceannais na hÉireann / Central Bank of Ireland 1,1107 101.006.899,58
Banca di Grecia 1,9649 178.687.725,72
Banco de España 8,3040 755.164.575,51
Banque de France 14,2212 1.293.273.899,48
Banca d’Italia 12,4966 1.136.439.021,48
Banca centrale di Cipro 0,1369 12.449.666,48
Banque centrale du Luxembourg 0,1747 15.887.193,09
Bank Ċentrali ta’ Malta / Central Bank of Malta 0,0632 5.747.398,98
De Nederlandsche Bank 3,9882 362.686.339,12
Oesterreichische Nationalbank 1,9417 176.577.921,04
Banco de Portugal 1,7504 159.181.126,31
Banka Slovenije 0,3288 29.901.025,10
Národná banka Slovenska 0,6934 63.057.697,10
Suomen Pankki 1,2539 114.029.487,14
Totale 69,9705 6.363.107.289,36

(vedi http://www.ecb.int/ecb/orga/capital/html/index.it.html)

I profitti e le perdite netti della BCE sono distribuiti tra le BCN dei paesi dell’area dell’euro conformemente all’articolo 33 dello Statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea.

Questo significa che, nel caso dell’Italia la cui Banca Centrale è, come già detto, per il 94,33% di proprietà di banche e assicurazioni private (Intesa Sanpaolo S.p.A., UniCredito Italiano S.p.A., Assicurazioni Generali S.p.A., ecc.*), i profitti derivanti 1) dalla differenza tra il valore nominale della moneta stampata (e prestata) ed il valore tipografico e 2) dagli interessi sui prestiti (in valore nominale), vanno a beneficio di tali azionisti.

*(http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti/Partecipanti.pdf)

Partecipante Quote Voti
Intesa Sanpaolo S.p.A. 30,3% 50
UniCredito Italiano S.p.A. 22,1% 50
Assicurazioni Generali S.p.A. 6,3% 42
Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. 6,2% 41
INPS 5,0% 34
Banca Carige S.p.A. 4,0% 27
Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. 2,8% 21
Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. 2,5% 19
Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A. 2,1% 16
Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A. 2,0% 16

PUNTO N.5

In particolare, quindi, i profitti e le perdite seguono la seguente procedura:

Articolo 33 (PROTOCOLLO SULLO STATUTO DEL SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA)

Ripartizione dei profitti e delle perdite netti della BCE

33.1. Il profitto netto della BCE deve essere trasferito nell’ordine seguente:

a) un importo stabilito dal Consiglio direttivo, che non può superare il 20% del profitto netto, viene trasferito al fondo di riserva generale entro un limite pari al 100% del capitale;

b) il rimanente profitto (≥ 80%) netto viene distribuito ai detentori di quote della BCE in proporzione alle quote sottoscritte.

33.2. Qualora la BCE subisca una perdita, essa viene coperta dal fondo di riserva generale della BCE, e se necessario, previa decisione del consiglio direttivo, dal reddito monetario dell’esercizio finanziario  pertinente in proporzione e nei limiti degli importi ripartiti tra le banche centrali nazionali conformemente all’articolo 32, paragrafo 5.

PUNTO N.6

Le BCN dei paesi non appartenenti all’area dell’euro non hanno titolo a partecipare alla distribuzione degli utili, né sono tenute al ripianamento delle perdite della BCE

Contributo delle BCN dei paesi non appartenenti all’area dell’euro al capitale della BCE

BCN Quota di partecipazione al capitale della BCE (in %) Capitale versato (in euro)
Българска народна банка (Banca nazionale di Bulgaria) 0,8686 3.505.013,50
Česká národní banka 1,4472 5.839.806,06
Danmarks Nationalbank 1,4835 5.986.285,44
Latvijas Banka 0,2837 1.144.798,91
Lietuvos bankas 0,4256 1.717.400,12
Magyar Nemzeti Bank 1,3856 5.591.234,99
Narodowy Bank Polski 4,8954 19.754.136,66
Banca Naţională a României 2,4645 9.944.860,44
Sveriges Riksbank 2,2582 9.112.389,47
Bank of England 14,5172 58.580.453,65
Totale 30,0295 121.176.379,25

(vedi http://www.ecb.int/ecb/orga/capital/html/index.it.html)

Le BCN dei paesi non appartenenti all’area dell’euro non hanno titolo a partecipare alla distribuzione degli utili, né sono tenute al ripianamento delle perdite della BCE

CONCLUSIONE

La politica deve tornare responsabilmente protagonista della politica monetaria di ogni Paese, o di una Unione di Paesi come nel caso dell’Europa. La variazione dell’offerta di moneta deve essere una responsabilità politica, non tecnica, ed i profitti derivanti da essa devono appartenere alla collettività.

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