Il Governo Monti ed il problema lavoro.

Il Governo Monti dovrebbe indire un nuovo tavolo di concertazione con tutte le parti sociali ed ascoltare i partiti della sua maggioranza, cioè la politica. CGIL, CISL, UIL, UGL e Confindustria dovrebbero essere invitati dal Governo immediatamente per arrivare ad una soluzione dei temi del lavoro che sia ampiamente condivisa, prima di parlare di fantomatiche fasi-2 e di riforme del mercato del lavoro. E’ inaccettabile relegare la rappresentanza di milioni di lavoratori e di migliaia di imprenditori ai margini dei palazzi del potere rispolverando metodi di concertazione bilaterali alla Sacconi.

L’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori non è, oggi, una priorità. Sarebbe prioritario, invece, arrivare ad un contratto unico che elimini le oltre 40 forme contrattuali ad oggi presenti; decidersi sul salario minimo per chi è fuori il contratto nazionale di categoria; agevolazioni fiscali per la stabilizzazione dopo 2 anni di contratto di apprendistato; uguale costo del lavoro per i contratti precari residui.

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