Manuel Santoro

Segretario politico nazionale di Convergenza Socialista

La mia idea di Liberta’

Nell’ambito del progetto casa comune, intesa come “un patto di consultazione e operatività permanente tra compagni” mi permetto di fare alcune valutazioni su alcune idee portanti e fondativi di una forza laica, liberale, libertaria e socialista. Le mie saranno solamente personali esternazioni che, in modo laico, ricercano un confronto, anche critico, e che, spero, vengano intese come un contributo alla costruzione della casa comune.

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In nome della Liberta’

Si premette, per chiarezza, che la Liberta’, protagonista di questo scritto, e’ intesa nel suo valore assoluto ed e’, quindi, intesa di gia’ estesa a tutta l’umanita’. Nel suo grembo giace e cresce l’Eguaglianza definita come estensione della Liberta’ all’ intera comunita’ di tutti gli esseri umani.

Le parole sono importanti e hanno un significato riconosciuto. Partiamo, allora, da una domanda. Cosa e’ la Liberta’? O, meglio, cosa significa essere liberi?
E’ riconosciuto, direi universalmente, che si e’ liberi se si e’ “liberi di volere” e se si e’ “liberi di agire”.

Nel dettaglio, si e’ liberi di volere se un individuo ha la possibilità di valutare ed indirizzare il proprio volere senza essere influenzato dal volere altrui. In altre parole, si e’ liberi di volere se si e’ assolutamente autonomi nel prendere decisioni. O, meglio, se la societa’ in cui si cresce e si vive e’ modellata in modo tale da permettere che un individuo sia in grado di prendere decisioni senza influenze altrui. Una societa’, per essere cosi’ strutturata, deve dare o “garantire” laicamente all’individuo una pluralita’ di scelte nei vari aspetti della vita politica, sociale, economica che consentano la maturazione di voleri il piu’ possibili autonomi. Piu’ ampio sara’ il ventaglio delle scelte laicamente offerte, piu’ laica sara’ la societa’ in cui l’individuo sara’ formato, piu’ libera sara’ la scelta.

Si e’ liberi di agire, invece, se un individuo e’ libero di fare senza impedimento alcuno oppure di non fare senza alcuna costrizione. Piu’ una societa’ in cui si cresce e si vive e’ modellata in modo tale da offrire entrambe le possibilita’, piu’ l’individuo sara’ libero di agire.

Definiamo il termine Liberta’ come l’intersezione della liberta’ di volere e della liberta’ di agire.

Quindi, siamo liberi? Viviamo in una societa’ che ci offre la Liberta’? Viviamo in un mondo che offre la Liberta’ ai suoi abitanti?

O, forse, dovremmo porci una domanda diversa. Quanto siamo liberi? E’ evidente che, in questo caso, la Liberta’ varia da contesto a contesto, sia esso sociale, economico, politico. E, di conseguenza, l’individuo e’ piu’ o meno libero rispetto ad un altro a seconda della societa’ in cui vive.

Quindi, possiamo definire due tipi di Liberta’. 1) Una, che definiamo “assoluta” o ideale, connessa alla domanda “siamo liberi?” che trascende l’organizzazione o la struttura della societa’ che conosciamo, sia essa nazionale, europea o globalizzata. In un certo senso, tale domanda ci impone di guardare oltre il conosciuto, l’abituale. 2) Una “relativa” connessa alla domanda “quanto siamo liberi?” che ricerca una risposta all’interno del contesto economico a noi noto. E’ implicitamente un compromesso in quanto non si ha la forza, le capacita’ di ricercare modelli di societa’ che diano garanzie molto piu’ ampie di liberta’.

In entrambi i casi dobbiamo anche domandarci quale sia o siano le motivazioni fondamentali che rendano l’uomo non libero, parzialmente libero oppure piu’ libero di altri.

Preambolo – storiella: L’essere umano e’ incapace di visualizzare spazi oppure oggetti di dimensione superiore a 3. Per esempio, lo spazio-tempo e’ uno “spazio” a dimensione 4, mentre la teoria delle stringhe, o M-theory, vive e si sviluppa in uno “spazio” a dimensione 11. Non e’ possibile per l’essere umano visualizzare questi spazi. E’ possibile, pero’, fare degli esempi che ci permettano di comprenderne la rilevanza. L’esempio tipico e’ considerare un pesce in un laghetto. Laghetto che e’ solo uno dei tanti laghetti di diversa forma e dimensione, vicini tra loro, in un piccolo parco il quale e’ a pochi metri dal mare. Un uomo in piedi o seduto su una panchina ha la capacita’ di ammirare tutti i laghetti ed il mare, senza spostamenti. Detto questo, possiamo immaginare questo pesce in superficie, a filo d’acqua, e possiamo, con un po di approssimazione, affermare che la sua visuale sia 2-dimensionale. In altre parole, il pesce vede la superficie dell’acqua ma non vede i laghetti sparsi per il piccolo parco. Tantomeno vede il mare. Il pesce conosce bene la dimensione del suo laghetto ma non sa dell’esistenza del mare e degli altri laghetti, alcuni dei quali molto piu’ accoglienti, grandi, puliti. Piu’ liberi.

Questo esempio ci serve per marcare una differenza “strutturale” tra la Liberta’ “assoluta” e la Liberta’ “relativa”. La prima, il mare, richiede un ripensamento profondo, netto, della societa’ partendo dalle sue fondamenta. Richiede, in altre parole, un ripensamento “rivoluzionario”, ideale, del nostro modo di vivere, interagire, pensare. La seconda, i laghetti, e’ una rimodulazione della societa’ attuale, gia’ contestualizzata da secoli di cambiamenti politico-economici, in cui si cerchi un ampliamento, il piu’ ampio possibile, della Liberta’.

Pur avendo in mente come obiettivo asintotico la Liberta’ assoluta o ideale, di certo una migrazione verso forme di Liberta’ relativa sempre piu’ forti e’ possibile e richiede forza e capacita’ di ricercare modelli di societa’ che diano garanzie molto piu’ ampie di Liberta’. Considerando la storiella del pesce, il nostro compito dovrebbe essere quello di saltare dal nostro laghetto ad un laghetto piu’ grande avendo come direzione politica la conquistare del mare (obiettivo limite).

In nome del Lavoro

Ci sono due tipi di lavoro nella societa’ -globalizzata- attuale. Il lavoro non remunerato ed il lavoro remunerato.

Il lavoro non remunerato e’ quello che chiameremmo hobby, oppure attivita’ d’intrattenimento, di svago. E’ il lavoro che ci piace fare quando si ha il tempo e, spesso, la forza necessaria, senza alcunche’ in cambio. Dipingere un quadro, coltivare l’orto, andare in sezione, scrivere un articolo, andare ad una manifestazione. Queste sono tutte attivita’ che presuppongono due cose: la liberta’ di volere e la liberta’ di agire. Ma questi passa tempi non sono per tutti. Anche il lavoro non remunerato e’ strettamente legato a qualcosa di piu’ profondo che ne determina la fattibilita’. Dipingere un quadro, infatti, puo’ essere diverso dallo scrivere un articolo. Per dipingere un quadro si ha necessita’ di un piccolo “capitale” per comprare la tela, i colori, i pennelli, ecc. Quindi, seppur avendo deciso in modo autonomo di voler dipingere un quadro senza ricevere niente in compenso, si puo’ non essere liberi di farlo in quanto impediti da ristrettezze economiche. Si e’, allora, liberi? O, meglio, chi e’ piu’ libero?

Il lavoro remunerato, invece, e’ una mansione che si fa in cambio di un qualcosa. Essenzialmente il denaro, il quale viene riconvertito in beni primari e non, per la sopravvivenza dell’individuo, piu’ o meno piacevole che sia. Il lavoro d’ufficio o d’azienda, con diverse sfumature sostanziali tra dirigenti-impiegati-operai, e’ un esempio lampante di mancanza di Liberta’ in quanto costringe l’individuo a fare con costrizione una mansione in cambio di una remunerazione. Le sfumature sostanziali menzionate si riferiscono al livello di remunerazione e sono fondamentali in quanto determinano il grado di liberta’ economica, e quindi di Liberta’ nella societa’ cosi’ strutturata, di un individuo. E’ paradossale che piu’ la tipologia del lavoro e’ povera, meno remunerata, meno liberi si e’ economicamente e, quindi, meno liberi si e’ di esistere, di esprimersi e di agire, e piu’ bassa e’ la qualita’ della vita. Come si dice, le disgrazie non vengono mai sole.

Concludendo, il lavoro non e’ necessariamente Liberta’. E la Liberta’ non e’ necessariamente il lavoro. E’ molto di piu’. E’ qualcosa di profondamente diverso.

L’instintiva corsa dell’uomo verso la Liberta’

L’individuo vuole essere libero. Come ogni essere vivente, egli ricerca in modo istintivo la liberta’ e, di conseguenza, l’immortalita’.

E’ palese come l’idea del lavoro nasca da esigenze che poco hanno a che fare con l’idea di Liberta’. In media, se un individuo fosse veramente libero, per le definizioni date sopra, quasi sicuramente farebbe tutt’altra cosa e non le quotidiane mansioni “remunerate”. Chi, invece, farebbe le quotidiane mansioni remunerate? Sicuramente chi, tramite la remunerazione, si percepisce libero. Nella societa’ globalizzata, la corsa frenetica alla ricchezza e’ la corsa verso la Liberta’.

Focalizziamoci, allora, sull’idea di Liberta’ e cerchiamo di immaginare una societa’ che si basi sulla estensione della Liberta’ a tutti gli individui.

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