Manuel Santoro

Segretario politico nazionale di Convergenza Socialista

Un nuovo modello di società ed il dovere di dare una speranza.

Nel mio precedente intervento sulle opposizioni avevo detto, e qui lo ribadisco, che “dalle opposizioni ci si aspetta un progetto alternativo, di “costruzione” di un modello di società fondato su valori ed ideali di giustizia sociale, libertà e solidarietà. Un progetto che nessuna opposizione possiede. Una visione, un obiettivo che indichi dove andremo. E, soprattutto, come ci andremo.“ Tralasciando il progetto “eversivo” di società rincorso dalla destra berlusconiana che tutti, bene o male, conosciamo, confermo tristemente che, dall’altra parte, non ho ancora avuto modo di apprezzare il tentativo di progettualità per un modello di società alternativo. E mi domando il perché.

Forse non ci sono idee sul come affrontare la “ridefinizione” di una nuova organizzazione della società? E, forse, discorso troppo complesso ed impegnativo? Eppure mi limiterei solamente ad un tentativo. Niente di più.

Probabilmente non ci sono le condizioni politiche affinché ciò avvenga. Oppure non ci sono le giuste convenienze di breve-medio termine in termini elettorali, dopotutto il terreno potrebbe sicuramente essere scivoloso ed impervio. Lo capisco. Ma il dovere di un soggetto politico è, soprattutto, quello di trasmettere una idea di società, una visione d’insieme, un sogno bellissimo in cui credere. Una speranza per una vita migliore.

Probabilmente, oggi, questa speranza manca.
Manca la speranza di poter riacciuffare la storia. Manca la speranza di poter ricucire con quello che poteva esser fatto e non è stato fatto dai nostri Padri Costituenti, dai loro successori. Manca la speranza di credere in se stessi, in un coinvolgimento vero che elevi l’individuo a capire veramente i mali ed i limiti di se stesso e della società in cui vive. Manca la speranza di ridefinirsi totalmente. Ripensare a noi stessi ed alla nostra esistenza. Capire chi si è veramente e chi si vorrebbe essere.

Fondare esplicitamente l’organizzazione costitutiva di una società sulla centralità dell’individuo non è un tabù. E’ una speranza.
Fondare esplicitamente un modello di società sulla costruzione di un’etica di solidarietà tra tutti gli esseri viventi in cui si valorizzi il con-vivere con gli animali, e l’ambiente tutto, è una speranza.

Non ci sono tabù. Non ci sono arroccamenti che tengano se l’obiettivo è la persona, la sua dignità, la sua qualità della vita. Abbiamo il dovere di dare una speranza a chi questa speranza l’ha persa e ne sente la mancanza.

Questo è il lavoro che Libertà ed Eguaglianza si propone di intraprendere gradualmente, sin da subito, con i suoi iscritti e simpatizzanti. Un lavoro progettuale di certo difficile ma necessario che ci permetta, al nostro primo Congresso, di mettere giù i pilastri per un nuovo modello di società, una nuova organizzazione di noi stessi.
Una visione a lungo meditata. Una opportunità a lungo cercata.

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