Manuel Santoro

Segretario politico nazionale di Convergenza Socialista

Sul superamento della mediocrità.

Iniziamo dai più volenterosi…iniziamo da un modus vivendi.

Iniziamo con il dire che la libertà di un individuo è vera libertà se il contesto in cui si dovrebbe manifestare è scrostata dal “giudizio” degli altri su scelte, stili, movenze, idee.
La libertà di un individuo, che in generale non ha colore politico ma è di sinistra se estesa egualmente a tutti gli altri membri della società, è anche espressione dell’approccio culturale ed umano degli altri individui all’interno di una stessa comunità.

Quindi, la libertà di un individuo può esprimersi nella sua naturalezza e bellezza solo se tale opportunità è data a tutti i soggetti di una società. In un mondo giusto non esiste libertà senza eguaglianza e, a pari modo, non esiste eguaglianza senza libertà.

Detto questo, sembra quindi essenziale trovare le soluzioni opportune per avviare questo processo di “scrostamento” dell’animo umano. Questo ancor prima di trovare soluzioni politiche ai tanti problemi che affliggono o potrebbero affliggere una società.

Leggersi dentro è un obbligo. Liberarsi dalle proprie barriere culturali e religiose verso l’altro è un altro. Apprezzare la diversità in tutti gli aspetti della vita, superare il “giudicare” come sport quotidiano, il quale è nocivo e sprezzante dell’animo umano e della sua libertà d’esistere.
Essere immuni ed indifferenti alla superficialità, perché la si è superata con un atto gigantesco di scavo nel proprio “io” sino ad arrivare all’essenza di se stessi e del rapporto con gli altri.

Vedere nell’altro una sfumatura più o meno profonda di se stessi. Non ci sono alieni, non ci sono sconosciuti. Non tanto rispettare, quanto testimoniare i destini di tanti come noi. Il rispettare, infatti, non ci porrebbe in una situazione egualitaria nei confronti dell’altro. Abbiamo solo il diritto di testimoniare, di essere presenti allo schiudersi delle personalità altrui.

La scuola è il mezzo per raggiungere questo obiettivo parallelamente ad una azione di rinvigorimento culturale della società. E, nella scuola, si può fare molto se la si intende come comunità composta da individualità.

Da un parte, la scuola dovrebbe divenire il mezzo per la “liberazione” delle forze più interiori dell’individuo non adulto. Questo implica, nell’insegnamento, il superamento di barriere culturali profondamente radicate. Per ottenere ciò è fondamentale che i “modi” d’insegnamento rispecchino il modus vivendi di sui discusso sopra. Questo implica che l’insegnante deve, o meglio dovrebbe, essere colei che più di tutti nella società è pronta all’opera di “scrostamento” del proprio animo. Questo prima di tutto.
L’obiettivo è noto. La non omologazione del comportamento, il libero sfogo di attitudini, capacità, realtà interiori da coltivare e non da opprimere. La libera crescita in un ambiente culturalmente e inter-personalmente libero. Il valorizzare opinioni ed idee, anche quelle più diverse, ma sempre nell’agone democratico.

Dall’altra parte, invece, si deve estendere tale opera di liberazione a tutti i giovani individui, ed a tutte le scuole. Ma libertà è anche laicità e solo una scuola pubblica sana può garantire tutto ciò.

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